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Il barocco in mostra

Il barocco celebrato in tre mostre italiane

Dalla Sardegna alla Toscana tre mostre approfondiscono le tematiche e le suggestioni del Barocco

Salomè con la testa di San Giovanni Battista<br>
Royal Collection Trust/© Her Majesty Queen Elizabeth II 2015
Carlo Dolci - Salomè con la testa di San Giovanni Battista, 1670c
L'opera di Carlo Dolci a Firenze
Rimarrà aperta fino al 15 novembre presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti "Carlo Dolci – Firenze 1616 – 1687", la mostra curata da Sandro Bellesi, Anna Bisceglia che celebra il genio artistico di Carlo Dolci il pittore fiorentino più importante del Seicento, le cui opere sono oggi conservate, in gran parte, nelle più note collezioni pubbliche italiane e in molti musei stranieri. L’esposizione dal taglio antologico mette in scena le varie fasi dell’attività dell’artista, contraddistinta, sempre, da immagini dalla bellezza virginea e atemporale, ostentata anche dalla resa levigatissima e quasi porcellanata degli incarnati, sui quali si rifrange, spesso, una pallida luce astrale. In occasione della mostra sarà esposta per la prima volta in Italia la tela “Salomè con la testa del Battista”, prezioso prestito della Royal Collection inglese.

Nel novarese i Capolavori del Barocco
S'intitola “Capolavori del Barocco” la mostra nel novarese che intende approfondire le tematiche e le suggestioni del Barocco nel periodo che va dal 1630, agli anni cioè che seguono la peste manzoniana, sino al 1738, anno del passaggio del Novarese ai Savoia. Due le principali sedi espositive: l'appena inaugurata Sala Casorati, nella zona di corso Cavallotti, fulcro degli antichi Quartieri Spagnoli di Novara e l’Arengo del Broletto. L'esposizione si completa con un percorso sul territorio che vede l'apertura straordinaria e visite guidate di edifici religiosi.

Sardegna: a Sassari con Caravaggio
S’intitola “La pittura di realtà. Caravaggio e i caravaggeschi” l’esposizione che in una rinnovata Sala Duce di Palazzo Ducale a Sassari consentirà di ammirare i capolavori della pittura caravaggesca. Il percorso espositivo della mostra, curata da Vittorio Sgarbi e diretta da Antonio d’Amico, inizia con quello che è un autentico capolavoro fra le opere giovanili di Caravaggio ovvero la Medusa Murtola. Studiosi e critici d’arte sono ormai concordi nel ritenere il dipinto della più celebre Medusa conservato al Museo degli Uffizi di Firenze ,una copia di questa originaria versione ora in mostra a Sassari, e per la prima volta in Sardegna.  L’opera è chiamata anche “rotella” perché, come la gemella degli Uffizi, risulta dipinta su uno scudo da parata di forma convessa. Vari esami riflettrografici hanno confermato che la “rotella” più piccola, ovvero la Murtola, rivela incertezze e pentimenti del pittore relativi ad occhi, bocca, denti e capelli, diversamente dalla Medusa degli Uffizi che non mostra segni d’incertezza alcuna, bensì quella sicurezza che sottende un chiaro disegno preparatorio.

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