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Il Bacio di Cotroneo tra le bellezze di Udine 

Una storia di giovani e bullismo ambientata nella capitale friulana, prestatasi come set per sei settimane

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Sono spesso i film più drammatici ad avere maggiore 'bisogno' di una location ben scelta, di una cornice forte al punto da acquisire una importanza all'interno della storia, e di offrire un contesto alla vicenda che vi si sviluppa. Non è una regola, ovviamente, ma in qualche maniera è quel che succede anche in Un bacio di Ivan Cotroneo, che lo stesso regista definisce "un film che, per le tematiche che tratta è rivolto a tutti, adulti e non, ma che parla soprattutto ai ragazzi". "Vorrei che Un bacio fosse un film soprattutto per loro, per i ragazzi - specifica ulteriormente. - Ragazzi che mettono al primo posto l’amicizia. Che si sentono soli. Che hanno una terribile paura di essere diversi, e di venire giudicati. Di ritrovarsi un'etichetta addosso. Qualunque essa sia".

È per parlare a questo pubblico che il regista ha scelto con molta accuratezza i suoi interpreti, tra i mille ragazzi selezionati tra oltre 2000 nel dicembre precedente: Rimau Grillo Ritzberger (Lorenzo, adottato e omosessuale), Valentina Romani (Blu, la 'poco di buono' della scuola) e Leonardo Pazzagli (Antonio, "il ritardato"). Ed è con la stessa cura che Cotroneo e la produzione del film hanno scelto Udine per ambientare la maggior parte delle riprese, iniziate il 27 aprile dello scorso anno e continuate per sei settimane prima di concludersi a Roma l'8 giugno nel negozio dove si conclude la fuga dei tre amici.

"In Un bacio la piccola città in cui vivono i tre personaggi, Udine, ha un’importanza fondamentale - continua ancora Cotroneo. - Mescola vecchio e nuovo, un centro storico bellissimo, la periferia dei capannoni e una scuola superiore moderna, con un campo di basket e larghi corridoi sul modello dei licei americani"… Quelli che vediamo sin dalle prime scene, girate nel locale Istituto tecnico G.G. Marinoni che ha ospitato la troupe 'fingendosi' il Liceo Scientifico Isaac Newton creato dal regista e autore del libro omonimo del 2010 dal quale nasce l'avventura.

"In questa città ci sono palazzine anni Settanta e poco lontano vecchi casali - aggiunge il cineasta napoletano, - e intorno c’è una strada provinciale su cui corrono i camion ma si va anche in bici. C’è un bosco dove Antonio e il padre vanno a caccia. C’è un fiume bellissimo, che scorre in una forra. Ci sono dei giardinetti, dove fatalmente ci si rivede tutti. Una stazione da cui parte un treno che in due ore e mezzo ti porta in una grande città. Qui mode, musica e social network dei ragazzi sono gli stessi che esistono in ogni parte del mondo occidentale, eppure si gira in bicicletta, e si va a far e il bagno al fiume".

"Cotroneo non era mai stato in Friuli a parte a Trieste, qualche anno fa come giurato di Maremetraggio", ha raccontato Federico Poillucci, presidente della Fvg Film Commission, determinante nella selezione della location, come scopriamo: "Ai primi di gennaio lo abbiamo portato in giro per la regione: ha scelto Udine come location ideale". E non è stata solo una decisione 'interessata', vista la dichiarazione spassionata dell'interessato: "Avevo bisogno di tante cose diverse e, alla fine, le ho trovate tutte qui. Spero con questo film di restituire a Udine almeno un po’ dell’amore che sto sentendo, perché io sono davvero innamorato di questa città e del modo in cui ci ha accolti".

La Udine che si vede sullo sfondo è però una città molto normale, quotidiana e semplice, come la storia, volutamente moderna. La stessa città che potrete scoprire passeggiando per Piazza della Libertà e Porta Aquileia, visitando le Gallerie del Tiepolo e il Museo Etnografico o le Chiese di San Francesco, della Beata Vergine del Carmine e delle Grazie. O Magari vivendo le stesse sensazioni descritte da Cortroneo dopo l'inizio delle riprese con i primi ciak serali alla Loggia del Lionello, o palazzo Comunale, per le scene delle evoluzioni in mountain bike dei ragazzi, tra colonne e scale: "Di notte improvvisamente questa città sembra magica, quando non c’è nessuno in giro, ed è così che una notte, elegantissimi e innamorati della loro amicizia, la vedono i miei tre ragazzi".

Un set che si è spostato - Cividale sul Natisone (per un paio di giorni) a parte - dal Palazzo Comunale a via Mercatovecchio e Piazza Matteotti, piazza San Giacomo e piazza Primo Maggio, ma anche a location meno accessibili ai più. Come l'azienda Gervasoni o le abitazioni dei protagonisti: una casa popolare dell’Ater a Pasian di Prato, una villa a Moruzzo e una dell'Esercito a Cussignacco. E come il ristorante tradizionale Al Cappello di via Paolo Sarpi 5 dove i tre organizzano la loro cena 'en travesti', tra arredi in legno, decorazioni tipiche e piatti friulani.

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