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Ragusa Ibla Chiesa Anime del Purgatorio leggenda

Ibla, una chiesa barocca tra storia e leggenda 

Nello splendido quartiere di Ragusa un edificio religioso potrebbe nascondere una storia macabra

Ibla Chiesa delle Anime del Purgatorio
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Chiesa delle Anime del Purgatorio
Ragusa Ibla è un sogno barocco. Un gioiello architettonico e artistico di incomparabile bellezza. Abbarbicata su una collina, custodisce oltre 50 chiese e innumerevoli palazzi emblema del tardo barocco siciliano. Meno celebre delle vicine Modica, o di Noto, salvo per una certa popolarità datale dall’aver fatto da scenario a diverse scene de Il Commissario Montalbano, Ibla è una vera perla d’arte e storia. Ma come tutte le città antiche, custodisce gelosamente i suoi segreti, e i suoi misteri. Leggende che si tramandano oralmente, di generazione in generazione, e che nel tempo si trasformano, cambiano connotati, pur continuando a rimanere legate ad uno specifico luogo come un’ombra da cui non ci si può separare.
 
Verosimili o assurde che siano, le leggende aumentano innegabilmente il fascino di certi luoghi. È il caso, per esempio, della Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, che si trova in Piazza della Repubblica, anche nota come piazza degli Archi, perché un tempo qui svettavano le arcate di un acquedotto, crollate in seguito al terribile terremoto del 1693 che mise in ginocchio molti paesi della Val di Noto e del ragusano. Incredibilmente, la chiesa uscì indenne dal sisma. La storiografia attribuisce la sua edificazione ad un’iniziativa della famiglia Mazza, che volle dedicare un luogo di culto a Tutti i Santi e alle Anime del Purgatorio. Fu aperta al pubblico nel 1658. 
 
Tuttavia la leggenda differisce dalla versione ufficiale, e racconta un’altra storia. Secondo questa narrazione, nel punto in cui sorge la chiesa si trovava in precedenza un palazzo nobiliare. Vi abitava una coppia di giovani sposi, ma della fanciulla si innamorò un sacerdote. Ella lo rifiutò, e lui per vendetta la fece arrestare, assieme al marito, dalla Santa Inquisizione, accusandoli di eresia: il crudele sacerdote nascose nella loro alcova una Bibbia protestante, considerata sacrilega. I due sposi furono giustiziati. Nel tempo il prete fu preso dal rimorso, e decise di fare ammenda costruendo un luogo sacro al posto della casa degli sposini ingiustamente condannati. Acquistò l’edificio, lo demolì, e sulle sue fondamenta fece erigere la chiesa, conservando tuttavia la cappella privata del palazzo, del quale sarebbe possibile ancora oggi ammirare l’altare originale. Le Anime del Purgatorio sarebbero dunque quelle che il sacerdote fece illegittimamente giustiziare.
 
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