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Caltanissetta Castello di Mussomeli

I fantasmi del Castello di Mussomeli 

Dalla suggestiva rocca giungono i lamenti di diversi abitanti-fantasma  

Castello Manfredonico
Di Pcastiglione99 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79714307
Castello di Mussomeli
Abbarbicato in cima ad una rupe, con le mura difensive che sembrano ‘abbracciare’ la roccia inerpicandosi fino alla cima impervia, il Castello di Mussomeli ha un impatto scenografico notevole. La fortezza, anche nota come Castello Manfredonico, si erge sopra la cittadina in provincia di Caltanissetta, e fu costruita per volere del Conte di Modica Manfredi III di Chiaromonte nella seconda metà del 1300. Ma l’interessante architettura, le pittoresche sale interne, le lugubri prigioni e la singolare mimetizzazione nella roccia che lo fa sembrare un prolungamento della rupe stessa, non sono le sole ragioni per cui la fortezza è localmente conosciuta.
 
Il castello fa infatti da sfondo a numerose leggende, e in particolare sembra che diversi fantasmi vi risiedano. Spiriti le cui anime non si sono mai placate a causa delle ingiustizie subite quando erano in vita presso la suggestiva rocca. La più celebre storia di fantasmi nella fortezza si lega a un principe, Federico, che aveva tre bellissime sorelle: Clotilde, Costanza e Margherita. Con loro risiedeva nel castello, ma un giorno fu chiamato alla guerra, e, per il timore che accadesse loro qualcosa in sua assenza, decise di chiuderle in una stanza fornendole di viveri. La porta della stanza fu fatta murare, e le sorelle rimasero chiuse all’interno per un lunghissimo periodo, visto che la guerra durò molto più del previsto. Quando il principe tornò, le trovò tutte morte, e, si narra, con le scarpe tra i denti in un estremo tentativo di nutrirsi. Da quella che oggi è nota come la stanza ‘delle tre donne’ c’è chi giura di aver udito lamenti e pianti. 
 
Un’altra anima in pena che infesta il Castello di Mussomeli sarebbe quella della Baronessa di Carini. Figlia di Cesare Lanza, proprietario del maniero nel 1500, fu uccisa proprio dal padre perché sospettata di avere una relazione extraconiugale che infangava il buon nome della famiglia. Il fantasma della donna, che è stato avvistato da diversi testimoni nei secoli, non ha mai smesso di perseguitare il conte e i suoi successivi eredi. Altre storie riguardano un soldato innamorato della figlia del Conte Manfredi e per questo imprigionato fino alla morte nel castello, e un giovane figlio di un mercante ucciso per gelosia che, in punto di morte, imprecò contro Dio, auto-condannandosi al vagare per mille anni tra le mura della rocca. 
 
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