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Gualtieri, il gioiello nascosto dell'Emilia Romagna

Capolavoro dell'urbanistica cinquecentesca, il piccolo borgo emiliano ha ospitato il pittore Antonio Ligabue

torre in Piazza Bentivoglio
©Caba 2011, Opera Propria, Wikimedia Commons
La Torre Civica di Gualtieri in Piazza Bentivoglio
Non in molti conoscono Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, una piccola località dove il biglietto da visita sono l’ospitalità ai massimi livelli tra sorrisi e buona cucina e gli splendidi paesaggi circostanti di acqua e di terra, che fanno da contorno alle splendide attrazioni ccustodite nel suo borgo.

La storia di Gualtieri, Castrum Vultureno

La sua storia vanta origini antiche, poichè il nome “Gualtieri” apparve per la prima volta durante la dominazione longobarda come “Castrum Vultureno” poi diventato “Castrum Walterii”, la residenza del longobardo Gualtiero vissuto nel VII secolo. Bisogna però aspettare la seconda metà del Quattrocento per iniziare la vera storia del paese che ha caratterizzato quello che è ancora oggi.

Dal dominio degli Sforza il feudo, nel 1476, passa alla famiglia Este di Ferrara, a cui appartiene fino al 1860, ma diventando anche marchesato della ricca famiglia dei Bentivoglio dal 1560 al 1635, che realizzò una città nuova secondo schemi di un raffinato tardo manierismo e sotto uno stretto controllo delle leggi prospettiche, creando così una gigantesca scena teatrale al fine di magnificare il potere del Marchese.

veduta di piazza bentivoglio
Veduta di Piazza Bentivoglio / ©Pro Loco Emilia Romagna

Piazza Bentivoglio e il suo Palazzo

Ecco, dunque, come il cuore pulsante cittadino sia Piazza Bentivoglio, per tre quarti costeggiata da ampi portici, su cui si affacciano i monumenti principali della città: il Palazzo Bentivoglio, la Torre Civica, la Casa della Comunità e la Collegiata di Santa Maria della Neve. La piazza, un perfetto quadrato di 96 metri di lato, fu costruita con una duplice funzionalità: doveva servire infatti sia come luogo pubblico per la comunità, sia come cortile d’onore del Palazzo Bentivoglio che qui si affaccia. Questo spazio di esuberante potenza simbolica è stato realizzato con una grande dote progettuale dall’architetto di Ferrara Giovan Battista Aleotti, tanto che lo storica d’arte Cesare Bardi la definì “una delle piazze più belle d’Italia”, essendo anche una confluenza unica di tre strade direttrici su cui si affacciano altrettanti eleganti e pregevoli edifici.

Sul fondale orientale della piazza si erge Palazzo Bentivoglio di cui oggi rimane solo il fronte principale, ma i cui interni sono costituiti da meravigliosi ambienti ricchi di affreschi e tele piuttosto interessanti. La Sala dei Giganti e la Sala di Icaro spiccano per avere la firma nei loro cicli pittorici di nomi quali De Chirico, Guttuso e Balthus, pezzi donati al comune dal sarto teatrale Umberto Tirelli, ma non mancano di interesse neanche la Cappella Gentilizia, la Sala dell’Eneide, la Sala di Giove e la Sala dei Falegnami che conservano ancora opere di estremo valore come la Gerusalemme Liberata di Pier Francesco Battistelli.

una sala del palazzo bentivoglio
Sala di Palazzo Bentivoglio / ©P. Parmiggiani - Pro Loco Gualtieri 

Nel palazzo ha trovato sede il Museo Documentario e Centro Studio Antonio Ligabue, che a Gualtieri visse per un lungo periodo e vi morì nel 1965. Dell’artista, tra i massimi esponenti del naïf ma considerato anche un vero espressionista, si ammirano oggetti quotidiani, un interessante filmato ed alcune opere originali.

Costruito all’interno dell’ala nord di Palazzo Bentivoglio, il Teatro Sociale, oggi un teatro senza palcoscenico nel quale attori e pubblico possono dialogare in modo nuovo, era il cosiddetto “Teatro Principe” , eretto 1775 in stile barocco e demolito e ricostruito tra il 1905 ed il 1912 per essere riportato a nuova vita nel 2009 dopo anni di abbandono. Particolare della Torre civica è la sua costruzione realizzata in modo da assottigliarsi sempre di più verso l’alto culminando in un lanternino ottagonale, con una decorazione diversa ad ogni piano e capitelli dorici al primo livello, ionici al secondo e piani al terzo: con i 44 metri di altezza segnala il centro della città a chi arriva da fuori. I più attenti e curiosi possono cercare sul lato sud del secondo piano della Torre civica l’orologio solare, con le ore calcolate “alla francese”, utilizzato in origine come riferimento per regolare l’orologio meccanico. Lo stemma della comunità, la croce bianca su fondo azzurro, è stato ridipinto di recente.

Chiese e santuari da visitare

Tra i monumenti ecclesiastici da non perdere ci sono la Chiesa di Santa Maria della Neve, ad una sola navata, dove è custodita la cripta dei Bentivoglio sormontata da un altare sovrastato a sua volta dalla pala di Carlo Bononi che raffigura l’Annunciazione; la Chiesa dell’Immacolata Concezione, originata da un oratorio del Cinquecento, che si caratterizza per un soffitto di legno decorato in trompe d’oil, e la Chiesa di Sant’Andrea, che si trova nella parte medievale di Gualtieri, Piazza Cavallotti, che era la porzione originaria del borgo. Nelle vicinanze di particolare pregio è anche il Santuario dell’Annunciazione della Beata Vergine, che sbalordisce per le sue tante decorazioni. 

Chiesa di Santa Maria della Neve
Esterno della Chiesa di Santa Maria della Neve / ©Turismo Emilia Romagna

Villa Torello Malaspina Guarienti

Al termine di un viale ortogonale, situata in una delle zona abitate più antiche di Gualtieri dove sono stati ritrovati reperti d’epoca romana, sorge la bella Villa Torello-Malaspina-Guarienti, costruzione di impianto neoclassico, dove è consigliabile una visita al giardino, progettato secondo i canoni romantici da Piero Marchelli, che rappresenta ancora oggi uno degli esempi più interessanti di giardino pittoresco all’inglese nel reggiano.Inizialmente la struttura coincideva con l’antico castello del vescovo di Parma, in seguito divenne residenza di villeggiatura degli stessi vescovi, per poi passare ai Trivulzio ed infine ai Torello che ne diventarono proprietari nel XVI secolo, prendono il nome di Palazzina Torello. L’odierna struttura a forma di “elle” risale al 1794, ed è il risultato dell’unione di un secondo corpo di fabbrica. La facciata è decorata con stilemi tipici dell’architettura neoclassica, come ad esempio il trattamento dell’intonaco a bugnato liscio, l’elisione delle basi nelle colonne e l’utilizzo della finestra termale. Le decorazioni interne alla villa a partire dal 1824 sono invece attribuite ai fratelli Antonio e Francesco Bazzani. C’è anche una cappella, esterna al corpo di fabbrica, che venne aperta al culto dal 1801.

Villa Torello-Malaspina-GuarientiVilla Torello- Malaspina- Guarnienti, esterno con giardino © Francesco Milani / ©Pro Loco Gualtieri
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