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Genova: se la meraviglia ti coglie al Cimitero 

Sculture Liberty, sepolcri gotici, cappelle monumentali, sepolture ispirate al mondo antico e classico: il Cimitero Monumentale di Staglieno in tutta la sua magnificenza

Scultura
istockphotos
Cimitero Monumentale di Staglieno
Ne hanno parlato Marc Twain e Ernest Hemingway, Guy de Maupassant e Friedrich Nietzsche. Ne è rimasta affascinata la Principessa Sissi, e sbalordita Evelyn Waugh, tanto da affermare che Père Lachaise non regge il confronto. Tutti questi personaggi, e molti altri, hanno sgranato gli occhi di fronte alla meraviglia del Cimitero Monumentale di Staglieno, maestoso luogo di sepoltura che sorge a Genova. Precisamente nella Val Bisagno. Si tratta di uno dei più importanti cimiteri monumentali d’Europa, forse del mondo, e non a torto visto il dedalo di viuzze e sculture funerarie che lo compongono.



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Il cimitero di Staglieno è un vero e proprio museo a cielo aperto. Monumenti, statue, sculture, bassorilievi e incisioni decorano tombe e sepolcri, e rievocano la storia e la cultura (oltre che, naturalmente, l’arte) dell’Italia risorgimentale. Ma sono anche numerosi i richiami alla tradizione popolare e ai personaggi protagonisti delle vicissitudini dell’epoca. Molti i defunti le cui gesta si annoverano tra le vicende storiche dell’epoca mazziniana e garibaldina, artisti e personaggi della politica, caduti in guerra. Alcuni di loro riposano nel Boschetto Irregolare, altri nel Pantheon, altri ancora nel Campo dei Mille, o nell’area del Porticato Semicircolare. Il cimitero di Staglieno è infatti così grande da essere suddiviso in aree, che oggi arrivano a coprire circa 330.000 metri quadrati. E comprendono un cimitero inglese, uno ebraico e uno protestante. 



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La storia del cimitero monumentale inizia con l’editto napoleonico che, agli inizi dell’800, impose il divieto di seppellire i defunti in città o nelle chiese. Il comune di Genova approvò quindi nel 1835 il progetto dell’architetto Giovanni Barabino di realizzare un camposanto sulla collina di Staglieno. L’architetto morì lo stesso anno, e il progetto passò al suo allievo Giovanni Battista Resasco. Siamo nella prima metà del 1800 quando cominciano i lavori di costruzione del cimitero, ma naturalmente è con il passare degli anni che esso prende le sembianze del museo a cielo aperto che ancora oggi è. Sculture in stile liberty, sepolcri gotici, cappelle monumentali, sepolture ispirate al mondo egizio, bizantino, mesopotamico, classico, romano. Il Pantheon è per esempio ispirato al celebre monumento romano, con tanto di pronao con colonne in stile dorico. E’ possibile visitare il cimitero di Staglieno da soli o con visite guidate, per maggiori informazioni cliccate qui.
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