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Forlì: cosa rende speciale la Rocca di Ravaldino

E' stato uno dei luoghi deputati alla difesa della città, oggi è un centro culturale

Forli, Rocca di Ravaldino
© Di AC2BR3L, Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Veduta della Rocca di Forlì
La città di Forlì non è da sottovalutare per quel che riguarda le attrazioni storiche, architettoniche ed artistiche. Uno dei luoghi deputati alla cultura di oggi è la Rocca di Ravaldino, che ospita concerti, mostre ed esposizioni temporanee ma che, una volta, difendeva la città. Conosciuta anche come la Rocca di Caterina Sforza si presenta come una vera e propria cittadella fortificata. Venne realizzata nel Medioevo ma quello che ammiriamo noi oggi è in realtà il risultato di diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.

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Gli interventi trecenteschi sono attribuiti agli Ordelaffi e ad Egidio Albornoz che ne rafforzarono la struttura. Nel Quattrocento venne ulteriormente ampliata. Nel 1481 venne costruita prima la Cittadella per ospitare l'esercito e poi, sui due lati esterni, furono aggiunti il rivellino di Cotogni e il rivellino di Cesena che, insieme alla Cittadella e alla Rocca, formano tutti corpi separati e circondati da un complicato sistema di fossati e ponti levatoi. Qualche anno dopo venne costruito un terzo rivellino e una palazzina chiamata Il Paradiso: tanto era articolata la struttura nel suo insieme che, seppur considerata inviolabile, Niccolò Machiavelli la descrisse invece come estremamente vulnerabile. Assediata nel 1499 la Rocca cadde l’anno successivo per mano di Cesare Borgia e venne adibita a carcere anche per il declassamento delle altre fortificazioni cittadine. Oggi si presenta con un’imponente architettura a pianta quadrangolare scandita da bassi torrioni di forma cilindrica e un tozzo mastio a base quadrata.

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Quest’ultimo si erge al centro della cortina est ed è costituito da tre sale sovrapposte alle quali venne aggiunta una quarte sezione sotterranea utilizzata come magazzino: in quella superiore si trova la bocca di un pozzo che scende fino al livello del cortile interno. Singolare è la scale a chiocciola in pietra senza perno centrale, formata da 67 scalini che si sostengono l’un l’altro per sovrapposizione. Era infatti l’unico accesso al mastio e collegava uno per uno tutti i piani della struttura. Particolarmente interessante è il grande stemma dei Borgia nel lato sud della Rocca, ancora visibile: rappresenta un toro di colore rosso in campo giallo e verde. L’animale era posto come simbolo delle origini pastorali della famiglia e voleva essere l'immagine della temibile arditezza del clan guerriero.
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