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Fiesole cosa vedere

Fiesole, magie toscane tra panorami mozzafiato e attrazioni

Immersa in scenari paesaggistici unici, la città toscana ha da sempre incantato anche i visitatori stranieri

Scorcio dei tetti 
©iStockphoto
Veduta aerea di Fiesole
Già nel Settecento Fiesole, vicinissima a Firenze, era spesso scelta come luogo privilegiato di soggiorno per i visitatori stranieri che si recavano in Italia, ed in molti acquistavano le ville dei nobili fiorentini ristrutturandole ed arricchendole con la creazione di giardini sontuosi. Il retaggio di quel periodo di splendore è il motivo per cui, ancora oggi, vi si trova una nutrita comunità di americani e nord europei. Artisti, pittori, architetti e letterati subirono il fascino della città che domina le valli dell’Arno e del Mugnone posta com’è su un colle e circondata da scorci paesaggistici mozzafiato. Il suo territorio, ricco di storia e cultura, presenta una grande varietà di monumenti ed attrazioni. Andiamo a scoprirle insieme.

Scorcio di Fiesole con una strada stretta che si apre al panorama sottostante

Cosa vedere
Ville e palazzi fanno bella mostra di sé, sparse in tutta l’area, da quelle più antiche risalenti al Rinascimento fino a quelle fatte costruire nell’Ottocento e nel Novecento. Diverse ville sono oggi visitabili mentre altre sono state trasformate in hotel di lusso o sono sede di importanti fondazioni e musei o location per eventi. Il cuore pulsante è Piazza Mino, dove si ergono l’imponente Cattedrale romanica di San Romolo, Palazzo Altoviti e il Palazzo comunale, la cui affacciata è arricchita da numerosi stemmi. Il Duomo (nella foto sotto) venne eretto per volontà del vescovo Jacopo il Bavaro nel 1028, per essere poi ampliato nel XIII secolo e restaurato nell'Ottocento, epoca a cui risale l’aspetto neogotico della facciata. L’interno, a tre navate, ospita diversi affreschi e, al piano inferiore, la cripta dove sono collocate le reliquie di San Romolo. Su una stradina rapida vicino alla Cattedrale si trova la Chiesa di Sant’Alessandro, una caratteristica basilica paleocristiana con tre grandi navate. Palazzo Altoviti, conosciuto anche come Palazzo Vescovile, sorge di fronte all’ingresso del Duomo e vi si accede da una doppia scalinata ottocentesca. La sua costruzione risale all’XI secolo, ma tra il XV ed il XVII secolo è stato oggetto di trasformazioni ed ampliamenti. Sulla facciata seicentesca campeggia l’'imponente stemma del Vescovo Filippo Neri Altoviti. All’interno, nella cappella privata del Vescovo, si possono ammirare affreschi della scuola del Ghirlandaio.

Esterno della Cattedrale romanica di San Romolo

Palazzo Pretorio, anch’esso affacciato su Piazza Mino, è di origine trecentesca ma sembra una creazione rinascimentale vista la loggia con le colonne in pietra serena. Dalla piazza si sale fino in cima alla collina per raggiungere il Monastero di San Francesco, nella foto sotto: sebbene la salita sia abbastanza ripida vale tutta la fatica impiegata per la magnifica ed esclusiva vista sulla città di Firenze. Il complesso di San Francesco si trova proprio dove sorgeva l'acropoli di una antica città etrusca e poi romana, e comprende la Chiesa, tre chiostri, le celle dei frati di cui alcune sono ancora visitabili ed i locali occupati dal piccolo Museo Etnografico Missionario costituito dalla sessione etrusca, egiziana e cinese. Attraversando i bellissimi giardini pubblici si arriva all’ingresso di una grande area archeologica, dove si stagli imponente il teatro romano e il grande complesso termale con le sue immense vasche, che sorge in uno dei punti più belli di Fiesole, da dove è possibile ammirare la Valle del Mugnone. Il Teatro è costruito secondo i modelli greci, sfruttando la naturale pendenza del terreno e scavato per realizzare i gradini della cavea:  venne costruito al tempo di Silla ed abbellito da Claudio e da Settimio Severo, tutt’oggi utilizzato per rappresentazioni di opere liriche. 

Il complesso conventuale di San Francesco con il monastero, la chiesa e i chiostri

I dintorni di Fiesole tra natura e leggende
Uscire dal centro abitato significa immergersi nelle meraviglie delle colline toscane, e per chi ama le passeggiate nella natura ecco un percorso di circa 2 ore che si snoda tra suggestivi sentieri che permettono di ammirare le grandi cave di pietra serena, simbolo e anima di Fiesole. Un altro percorso da non perdere è quello dei castelli che porta fino al borgo di Settignano, durante il quale si incontrano il Castello Vincigliata, case coloniche e meravigliose ville immerse nella tipica vegetazione toscana. Proprio il Castello di Vincigliata, risalente al 1030 ed acquistato nel 1850 dal ricco inglese John Temple Leader, diventò luogo di ritrovo di molti personaggi illustri e importanti come Umberto e Margherita di Savoia.

Veduta dall'alto del Castello di Vincigliata

Oltre alla magnifica struttura, ad attrarre i visitatori sono anche i meravigliosi giardini, dotati di un laghetto costruito facendo arrivare l’acqua dal torrente Mensola, sentieri tortuosi che attraversano il fitto bosco incontrando, ponticelli, muretti, statue di mostri mitologici e una grotta ninfeo, tipici elementi del giardino romantico. Attorno al castello aleggia anche una leggenda che narra di una storia d’amore tra il tragico e il romantico, che vede protagonista Bianca, la figlia del proprietario, innamorata del figlio di una famiglia nemica con cui aveva una relazione clandestina e che, scoperta, venne osteggiata dal padre. Allo scoppio della guerra tra Firenze e il signore di Lucca il padre di Bianca, costretto a partire per combattere, venne salvato proprio dall'uomo amato dalla figlia e, riconoscente, gliela concedette in sposa. Il destino beffardo si insinuò però tra i giovani, poichè lo sposo venne assassinato da un suo parente che mal sopportava la celebrazione delle nozze tra le due casate nemiche e cosi Bianca, distrutta dal dolore, morì dopo poco. Sembra che il suo fantasma, nelle calde sere estive, torni a lamentarsi del suo amore perduto proprio nelle sale del castello. 
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