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Ferrara monumenti da vedere Palazzo Schifanoja

Ferrara, i segreti di Palazzo Schifanoja

Il celebre edificio oggi sede del Museo Civico d'Arte Antica ospita il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani

Ferrara, salone di Palazzo Schifanoja
© Di Sailko - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Ferrara, Palazzo Schifanoja: Salone dei Mesi
Elegante e signorile, Ferrara è stata una delle città più brillanti e culturalmente vivaci dell’epoca rinascimentale, come testimoniano i suoi momenti più celebri. Tra i bellissimi edifici, oltre al famoso Palazzo dei Diamanti, spicca Palazzo Schifanoja, già noto per un nome cosi caratteristico. Il duca Alberto V d’Este lo fece costruire nel 1385 come luogo in cui oziare e “schivar la noia”, anche se si deve a Borso d’Este, a partire dal 1470, il tocco che lo rende oggi famoso. Si tratta dell’unico esempio esistente di dimora destinata alla rappresentanza e allo svago per allontanare la noia degli improrogabili impegni richiesti alla famiglia d’Este.

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Per celebrare il titolo di Duca di Ferrara da parte di Paolo II, proprio Borso d’Este decise di commissionare un salone ducale decorato con un eccezionale ciclo di affreschi che ha dato vita al Salone dei Mesi. E’ il più grande ciclo del Rinascimento di affreschi pagani e vi viene celebrato il buon governo del duca attraverso la mitologia e l’astrologia con figure allegoriche. Per realizzare un’opera di tale portata, in un ambiente lungo 24 metri, largo 11 ed alto 7,5, vennero chiamati artisti come Francesco del Cossa ed Ercole de Roberti. Le pareti sono contraddistinte dalla presenza di dodici sezioni che corrispondevano ai dodici mesi dell’anno, di cui ne sopravvivono oggi solo sette. I mesi sono intervallati da aree nelle quali erano dipinte scene di vita urbana o cortigiana, e l’ultima fascia è dedicata ai fasti del committente, effigiato per ben tre volte in ogni scena mentre ostenta le virtù ducali che contraddistinsero il suo regno. Ventidue paraste dipinte simulano la funzione di reggere il soffitto ligneo partendo da un alta balaustra decorata da fregi con putti, elementi che simulano la presenza di uno spazio illusorio, una sorta di loggia all’antica che si apriva sulla Ferrara.

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L’edificio è costituito da un solo piano e la facciata si presenta ornata di merli dipinti, in origine ben decorata con motivi geometrici. A valorizzare l’esterno ha contribuito l’imponente portale di marmo attribuito da Ambrogio di Giacomo da Milano ed Antonio di Gregorio, sovrastato dal grande stemma estense dell’Unicorno. Sul finire del Quattrocento Palazzo Schifanoia subì un ulteriore ampliamento che ha interessato un nuovo ambiente e il rinnovo della facciata ma, con l’abbandono di Ferrara da parte degli Estensi, alla fine del secolo successivo inizia la sua fase di decadenza che vede il passaggio di diversi proprietari apportatori di ulteriori modifiche e di danni come crolli e demolizioni fino a quando, a partire dal 1898, vi vengono trasferite le collezione dei Musei Civici d’Arte Antica. Si ammirano l’interessante nucleo di ceramica greca, etrusca e romana, la collezione numismatica, codici miniati ed avori, bronzi e placchette. 

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