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Dolomiti, le terme abbandonate di San Candido

I Wildbad testimoniano un passato di benessere e splendore

Wildbad
istockphotos
Bagni di San Candido
Il fascino dei luoghi abbandonati aumenta esponenzialmente quando si tratta di posti che, in origine, erano maestosi, lussuosi, emblema di benessere e prosperità. In contrasto, l’aspetto decrepito della rovina si fa sentire particolarmente veemente, colpendo l'immaginario e la fantasia. Accade per esempio ai Wildbad, antico stabilimento termale incastonato nei boschi di San Candido, nella splendida cornice delle Dolomiti in Alta Pusteria. San Candido è una meta di turismo estivo e invernale, a breve distanza dalle scenografiche Tre Cime di Lavaredo, e gli antichi bagni costituiscono una meta originale per una passeggiata breve ma affascinante.
 
Un tempo luogo di villeggiatura, cura e benessere, il Grand Hotel dei Bagni di San Candido è oggi un edificio in rovina che testimonia ancora lo splendore tardo-romantico di questo luogo. Qui sgorgano diverse fonti termali, già note agli antichi romani (sono stati ritrovati diversi reperti, e San Candido stessa ha origine romana). Ma è dal finire del 1500 che abbiamo le prime citazioni ufficiali dei Bagni di San Candido: lo stabilimento risale al 1586, edificato per volontà di un medico ungherese, il v Dott. Johann Graf Scheiber. Nel tempo, oltre ai bagni sorse il Grand Hotel, che tra il 1800 e il 1900 ospitò alcuni dei personaggi più illustri dell’aristocrazia prussiana. Accanto ai bagni, la Cappella di San Salvatore, datata 1786, sorgeva dove in precedenza si trovava un luogo di culto a sua volta costruito su un (presunto) sito paleocristiano. 
 
Un luogo ricco di storia, dunque, oltre che custode di ben 5 fonti termali, di cui 4 ancora oggi imbottigliate come acqua minerale. Già all’epoca oltre ad immergersi nelle acque sulfuree e usarle per impacchi benefici, i clienti dell’hotel venivano qui per sorseggiare le acque curative. Le sorgenti sono ancora presenti, mentre gli edifici un tempo lussuosi e splendidamente decorati sono inaccessibili a causa della poca stabilità. A ridurli in questo stato furono i combattimenti della Prima Guerra Mondiale, a cui successero il declino e quindi il definitivo abbandono. Oggi pericolanti, creano una cornice ricca di fascino e decisamente curiosa in questo quadretto montano. Si possono raggiungere con una passeggiata di poco più di 1 chilometro dal centro di San Candido, attraversando un sentiero facile e ben segnalato. L’escursione, volendo, può proseguire fino al pittoresco Rifugio Jora.
 
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