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Dolceacqua Liguria borgo

Dolceacqua, il borgo uscito da una fiaba

Fiabesco e romantico, dipinto da Monet. Il piccolo borgo ligure è una meta da sogno

Liguria - Dolceacqua
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Dolceacqua
E’ talmente pittoresco che Claude Monet lo dipinse, diverse volte, affascinato da quel "... luogo (è) superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza ...". Dolceacqua è un borgo della Liguria di straordinaria bellezza, incastonato tra le colline della Val Nervia, a pochi chilometri dal confine francese. Sembra uscito da una fiaba, con le torri del castello che svettano tra i tetti delle case abbarbicate ai piedi del Monte Rebuffao. Ai suoi piedi, scorre il torrente Nervia, attraversato da un ponte di stile romanico. 
 
Un vero gioiello del ponente ligure. Persino il nome è dolcemente evocativo, anche se sulla sua origine vi sono diverse interpretazioni. L’insediamento originario risale all’età del Ferro, ma i primi documenti che citano ufficialmente Dolceacqua risalgono al dodicesimo secolo, quando i conti di Ventimiglia iniziarono a erigere il castello in cima alla rupe per controllare strategicamente la valle. Nei secoli la fortezza venne ampliata, e passò in mano alla famiglia Doria. L’abitato si sviluppò attorno al castello in un geometrico girone di vicoli e rampe, lasciando in eredità un tracciato urbano ancora oggi peculiare. Il borgo nel quattrocento si ampliò fino al di là del torrente Nervia, cosicché i due centri ebbero la necessità di essere collegati da un ponte. Particolarmente elegante, con il suo arco a schiena d’asino, ancora oggi il ponte romanico è simbolo del borgo, assieme al castello Doria che negli anni era diventato sempre più imponente. Fu abitato e continuò a subire restauri e ammodernamenti fino al Rinascimento e al XVIII secolo. Ad oggi si può visitare buona parte del maniero.

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La nobile famiglia lasciò in eredità anche altri palazzi, tra cui Palazzo Doria Garoscio, che si trova nel centro storico e accoglie oggi la pinacoteca e la biblioteca comunali. Mentre la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, cinquecentesca, custodisce un polittico di Ludovico Brea. Ma aldilà delle grandi opere, è il borgo antico con i suoi vicoli, i portoni degli edifici, l’atmosfera fiabesca a renderlo un luogo speciale.

 
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