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Deruta cosa vedere 

Deruta oltre le ceramiche

La città umbra celebre per la produzione di ceramiche è una piacevole scoperta: ecco un itinerario

Porta per entrare a Deruta
©iStockphoto
Porta di accesso
Adagiata su un poggio che domina la valle del Tevere, ai piedi delle colline, Deruta lega la sua fama alla produzione della ceramica, con la sua parte nuova, sviluppatasi a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, che è tutta un susseguirsi di laboratori e piccole fabbriche che si estendono lungo la via Tiberina. Scopri cosa rende speciale le maioliche di Deruta

Ma oltre questo la città è formata anche da un borgo antico, inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, come attestano le origini che risalgono all’epoca etrusca e romana grazie ai ritrovamenti archeologici esposti nell’atrio del Palazzo comunale. Durante il Medioevo era un castello fortificato che faceva parte del sistema difensivo di Perugia pur con una propria legislazione. Di questo castello rimangono oggi le tre porte, ovvero quello che resta della cinta muraria, e la struttura viaria che porta a Piazza dei Consoli, il cuore pulsante del centro, che si caratterizza per la forma stretta e allungata e la presenza della Chiesa di San Francesco, del Palazzo comunale e della fontana.



Quest’ultima si trova all'inizio della piazza ed è a pianta poligonale: edificata nel 1848 in lastre di travertino ha inserito lo stemma del comune. La Chiesa di San Francesco, principale luogo di culto cattolico in città, è stata consacrate nel 1388 dopo essere stata ricostruita in seguito da un terremoto. E’ una bella struttura in stile romanico sulla cui facciata spicca il rosone in pietra bianca e rosata. Internamente si presenta ad una unica navata con una serie di importanti affreschi come quelli che raffigurano La Madonna con il Bambino tra San Francesco e San Bernardino da Siena e quelli che rappresentano San Sebastiano, i Santi Pietro e Paolo, il Martirio di una santa, Due storie della vita di Santa Caterina d’Alessandria. Nell’abside un affresco del XIV secolo rappresenta la Resurrezione di Cristo. Interessante è anche la Cappella del Rosario, del 1846 che custodisce la statua della Vergine del Rosario. Si può notare, invece, che le vetrate sono opera moderna, eseguite quella centrale negli Anni Cinquanta e quelle laterali negli Anni Ottanta. Una delle sue attrazioni principali è la campana che venne fusa in occasione della canonizzazione di San Francesco e portata a Deruta dai suoi frati, poi riesumata in occasione del settimo centenario della morte del Santo. 



L’annesso ex convento di San Francesco ospita il ricchissimo Museo Regionale della Ceramica, che spazia dall’epoca antica (con testimonianze greche, italiote, etrusche e romane) all’età contemporanea. Istituito nel 1898, descrive l’evoluzione della maiolica derutese in un percorso di carattere essenzialmente cronologico, che si sviluppa anche per aree tematiche specifiche. Ecco dunque la sezione dei pavimenti in maiolica provenienti dalla chiesa di San Francesco, dalla Cappella dei Priori nel Palazzo dei Priori e dalla Rocca Paolina di Perugi), la sezione delle targhe votive, la ricostruzione di un’antica spezieria, e altre collezioni. Ad arricchire il museo la torre metallica di quattro piani comunicante su tutti i livelli con l’edificio conventuale, consistente in un’imponente struttura riservata ai depositi, accessibile al pubblico e debitamente attrezzata per attività di studio. Un ulteriore fiore all’occhiello è l’Area Archeologica delle Fornaci di San Salvatore, collegate al museo da un moderno tunnel sotterraneo: è un impianto produttivo rinascimentale, collocato a ridosso delle mura castellane, con resti di più fornaci per la produzione della famosa maiolica derutese, databile dal XV al XVII secolo. A costituire uno dei centri più forniti di documentazione specializzati sull’arte ceramica è la Biblioteca specialistica del Museo della Ceramica di Deruta” che vanta oltre 2000 volumi. Approfondisci la tua visita al più antico museo italiano della ceramica.



Vero scrigno d’arte è anche il Palazzo dei Consoli, oggi Palazzo comunale, dove si possono ammirare reperti archeologici, opere pittoriche e donazioni private che testimoniano la storia della città. L’edificio ospita infatti la Pinacoteca, che al primo piano custodisce capolavori di notevole interesse artistico come quelli di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, l’affresco di Pietro Vannucci detto il Perugino (Eterno e Santi Romano e Rocco) e il Messale Francescano in pergamena. Il piano superiore è dedicato alla collezione Lione Pascoli, acquisita nel 1931 con atto di donazione e costituita da circa 40 tele: le opere sono rappresentative del collezionismo romano del primo Settecento. Altra attrazione da non perdere è in Piazza Benincasa, dove si trova la Chiesa di Sant’Antonio Abate, ristrutturata nel Quattrocento, che ospita diversi affreschi raffiguranti la vita di Sant’Antonio Abate.

Una singolare documentazione sul mondo della ceramica derutese è conservata nel Santuario della Madonna dei Bagni di Casalina, la cui chiesa è ricoperta da ex voto collocati dai fedeli a partire dalla seconda metà del Seicento fino ai nostri giorni. La raccolta è particolarmente interessante dal punto di vista antropologico e costituisce un insolito spaccato di vita umbra. Andiamo a scoprire qualcosa di più su questo santuario nato in seguito ad un miracolo. 

E parlando di ceramiche di Deruta, vediamo insieme come è nata questa antica tradizione 



Non meno degni di nota sono il ricco patrimonio gastronomico e le possibilità di immergersi nella natura che rendono Deruta una delle destinazioni da non perdere in Umbria. Se il palato gusta volentieri le tagliatelle con le interiora d’oca, la porchetta al finocchio e gli umbricelli, spaghetti tipici dalla  forma più spessa, gli amanti delle attività outdoor si deliziano con attività in canoa nelle anse del Tevere, con trekking e cicloturismo sui sentieri pianeggianti e collinari del territorio e con meravigliose passeggiate a cavallo nei dintorni. 
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