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Villafranca di Verona cosa vedere

Dentro e fuori le mura del castello di Villafranca di Verona

La città scaligera ospita, oltre all'imponente castello, un museo piuttosto particolare

Veduta
© Verona in Tour.it
Panorama di Villafranca di Verona
Quando ci si trova a visitare la zona di Verona ed altre località venete bisogna necessariamente fare riferimento ai Della Scala, che governarono sulla città dal 1262 al 1387. Spiccano i nomi di Jacopino della Scala, figlio di Balduino mercante di lana, del figlio Mastino I, assassinato dalle famiglie guelfe della città, del fratello Alberto, sotto il quale la città passò da libero Comune a Signoria e si espanse il dominio scaligero anche ad Este, Parma, Reggio e Vicenza. Alla morte di Mastino gli succedettero i figli Bartolomeo, Alboino e Cangrande, quest’ultimo Signore illuminato e rispettato che ospitò nella sua reggia diversi personaggi illustri, scienziati, poeti ed artisti tra cui Dante Aligheri. Fu quindi la volta di Mastino II a prendere le redini familiari diventando Capitano Generale della lega formata da Scaligeri, Estensi, Gozaga e Visconti con il Re di Boemia che stava conquistando diverse città del nord. Dopo diverse vicissitudini sociali e politiche gli Scaligeri, che lasciarono diverse testimonianze del loro potere in varie città, finirono in Germania, dove ebbero un ruolo rilevante nella vita della corte imperiale fino alla loro totale estinzione, avvenuta verso la fine del XVI secolo.

Stemma dell'importante famiglia dei Della Scala, sigonri di Verona e delle città vicine

Tra i vari possedimenti scaligeri c’è Villafranca di Verona, posizionata a sud ovest rispetto a Verona, che si caratterizza per la presenza di sette frazioni: Rosegaferro, Caluri, Alpo, Rizza, Quaderni, Pizzoletta e Dossobuono. Su tutte impera il celebre Castello Scaligero dall'ìnconfondibile fisionomia. Villafranca di Verona nasce come un accampamento romano grazie anche alla sua posizione su quella che era l’antica via Postumia, ma è in epoca medievale che ha conosciuto un enorme sviluppo grazie alla fondazione del Consiglio dei Rettori di Verona. Inizialmente era conosciuta come Burgus Liber per il fatto di essere un borgo di confine libero dagli oneri fiscali, poi diventò Villa Libera e in seguito Villa Franca. Nel 1285 venne ufficializzata la fondazione della località Villafranca con l’ascesa dei Della Scala ed il completamento del castello. La fortezza scaligera, che si erge nel centro città, ancora oggi impressiona per la sua grandezza: fu parte di un’ importante linea di difesa che si estendeva in direzione settentrionale, da Sirmione sul Lago di Garda, passando per Villafranca fino a Sanguinetto. Otto grandi torri proteggevano il quadrato murario dal mondo esterno.

Le mura che circondano il Castello Scaligero di Villafranca di Verona

Il castello venne costruito a partire dal 1199 ed è stato ultimato nel 1202 con lo scopo di difendersi dagli improvvisi attacchi dei mantovani e di altri paesi vicini. Nel 1345 è stato ultimato il Serraglio, una muraglia difensiva unica in Europa, lunga circa tredici chilometri che partiva da Borghetto e univa i cinque castelli di Borghetto, Valeggio, Gherla, Villafranca e Nogarole Rocca. Oggi del Serraglio rimangono solo alcune tracce che si possono vedere lungo la riva destra del fiume Tione. All'interno delle mura sono situate sette piccole torri dette “Torresine”, mentre alla base del Mastio sono visibili delle pietre provenienti da un probabile arco dedicato all'imperatore Tiberio. Con le guerre delle epoche successive il castello venne in parte distrutto e, a partire dal 1450, anche abbandonato fino a quando venne comprato da privati. Nel 1890 vi si inserì un orologio nella torre principale ricostruita. Il mastio ed il Museo del Risorgimento ospitato nel Castello, dove si ammirano armi, stampe e cimeli di vario genere che testimoniano il periodo delle guerre per l’indipendenza, sono visitabili ogni weekend.

Veduta del Castello Scaligero

Poco più avanti dell'entrata, sotto la torre principale, si trova la Chiesa del Cristo, la prima chiesa del comprensorio villafranchese. All’interno sono presenti un affresco del Trecento che raffigura la Crocifissione di Gesù e tre tele del Settecento dipinte da Giovanni Battista Lanceni che rappresentano la flagellazione di Gesù, il Cristo deriso e coronato di spine e la salita di Gesù al Calvario. Altre chiese degne di nota sono il Duomo dei SS. Pietro e Paolo, che si erge in mezzo al Corso Vittorio Emanuele ed edificato per quasi un secolo, dal 1786 al 1882; l’Oratorio del Cristo e le Chiesa della Disciplina. 

Facciata del Duomo

Visita ad un museo curioso
Un’altra delle attrazioni da non perdere è il Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica, con la sua ricca collezione di macchine fotografiche e auto d’epoca e la grande esposizione riguardante lo sviluppo dei mezzi di trasporto. Non è un Museo tradizionale, ma piuttosto un moderno contenitore di idee creato da Luciano Nicolis, imprenditore veronese che ha fatto confluire in questa opera la sua grande passione per la tecnica e la meccanica. Il museo racconta, attraverso centinaia di automobili, motociclette e biciclette, l’evoluzione dei mezzi di trasporto degli ultimi due secoli, in parallelo si ammirano anche macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali ed oggetti introvabili. L’esposizione conta circa 200 auto d’epoca, 120 biciclette, 105 moto, 500 macchine fotografiche, 120 strumenti musicali, 100 macchine per scrivere, piccoli velivoli, una rara collezione di circa 100 volanti di Formula 1 e centinaia di opere dell’ingegno umano. Il tutto esposto secondo percorsi storici e stilistici. Non è un caso che il Museo Nicolis sia considerato tra le più emozionanti e suggestive esposizioni private nel panorama internazionale: ne abbiamo parlato anche qui

Strumenti musicali del Museo Nicolis
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