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Consonno Olginate paese abbandonato Lecco

Consonno, da 'paese dei balocchi' a città fantasma

Doveva essere un incrocio tra Disneyland e Las Vegas. Nel giro di pochi anni è diventato un borgo fantasma 

Consonno oggi
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Consonno
Doveva diventare la ‘Las Vegas lombarda’, il ‘Disneyland brianzolo’, un ‘Paese dei Balocchi italiano’. Ma l’eco delle aspettative ha decisamente tradito Consonno, che oggi si trova ad essere un paese fantasma. La frazione di Olginate, situata in piena Brianza vicino a Lecco e al Lago di Como, è una località abbadonata dai connotati davvero particolari. Emblema dell’euforia da ‘miracolo economico’, a distanza di oltre 40 anni dal suo triste epilogo, Consonno è ammantata di quel fascino spettrale che hanno i paesi fantasma, con la nota ancora più inquietante di un luna park in decadenza.

Fino agli anni sessanta Consonno era un piccolo borgo dedito all’agricoltura tra le colline brianzole, abitato da poche decine di persone. Il destino del paese cambiò radicalmente quando fece il suo ingresso in scena Mario Bagno, ricco industriale che sognava (e ottenne) di costruire una ‘città dei balocchi’. Una località facilmente raggiungibile da Milano, in cui i benestanti abitanti avrebbero potuto trascorrere i fine settimana. Un luogo che ricordasse Cortina, con negozi e servizi di alto livello, shopping center (idea innovativa per l’epoca), casinò, hotel, sale da ballo. Ma anche Disneyland, con costruzioni che prendono spunto da castelli, minareti, luoghi di fantasia. Acquistato l’intero borgo, Bagno cominciò a trasformarlo.

Prese dunque il via la trasformazione di Consonno in ‘città dei balocchi’, e con essa la pubblicità, la nuova narrazione legata alla località di Olginate, presentata come un luogo dove c’è sempre festa, dove ci si diverte e si vive a lungo. Per alcuni anni, Consonno fu effettivamente una città dei balocchi: gli affari andavano a gonfie vele, i visitatori non mancavano, il futuro sembrava sempre più roseo e i progetti si moltiplicavano. Eppure, molti degli interventi fatti per costruire la ‘Las Vegas’ italiana intaccarono pericolosamente l’equilibrio geologico della montagna. Addirittura, vennero utilizzati esplosivi per abbattere parte di una collina che impediva la visuale.

Nel 1966 cominciarono i primi problemi, con alluvioni e frane. Continuano nel 1967. Ma ci vollero altri 10 anni perché il sogno della Disneyland in Brianza fallisse del tutto: una terribile frana blocca la strada per Olginate, e l’accesso alla frazione diventò impossibile. Consonno era isolata dal mondo. Improvvisamente, tutto si fermò, l’abbandono e l’incuria fecero il resto. C’è stato qualche tentativo di ridare vita alla frazione abbandonata, ma ad oggi il borgo continua ad essere abbandonato, se non per le poche unità di persone che si sono rifiutati di lasciarlo. E qualche curioso che si reca a visitare le location oggi suggestivamente decadenti. Esistono iniziative civiche, e periodicamente si parla di recuperare e far tornare Consonno alla vita. Ma al momento la 'Las Vegas d'Italia' rimane una città fantasma. 
 
 

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