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Castello di Donnafugata Sicilia Ragusa location Garrone

Castello di Donnafugata: tuffo nella Sicilia 'gattopardiana’

L’imponente dimora di campagna in questi giorni nei cinema grazie al film di Matteo Garrone

Castello Ragusa<br>
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Dettaglio della Loggia del Castello di Donnafugata
Una delle location più spettacolari del film di Matteo Garrone ‘Il racconto dei racconti’ è il meraviglioso e cangiante palazzo in cui vive la regina interpretata da Salma Hayek: mentre le riprese interne sono state realizzate nell’esotico Castello di Sammezzano in Toscana, gli esterni di quell’edificio sontuoso dallo stile gotico e a tratti veneziano appartengono al Castello di Donnafugata. Situato a poco meno di 20 chilometri da Ragusa, la dimora signorile (che in effetti viene erroneamente chiamata ‘castello’) è una delle perle architettoniche della Sicilia ottocentesca, eredità storica dell’epoca dei ‘gattopardi’ – proprio qui furono girate diverse scene del film ‘Il Gattopardo’ di Luchino Visconti.

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L’enorme edificio, immerso in un rigoglioso parco di 8 ettari, si presenta nella sua imponente facciata neogotica coronata da sue torri laterali e caratterizzata dalle finestre e le fenditure di veneziane rimembranze. Non si è certi riguardo all’origine del nome, che celerebbe le leggenda di una ‘donna fuggita’, ovvero la regina Bianca di Navarra, imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera che la voleva in sposa, riuscita a scappare dalla sua prigione e dal matrimonio forzato. Non vi sono tuttavia prove reali sulla veridicità di questi fatti, e anzi la cronologia storica non combacia per nulla. Il nome Donnafugata sarebbe invece una contrazione dell’espressione araba Ayn al-?i??at (Fonte della Salute).

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Il primo sviluppo di un edificio attorno al feudo presente risaleal XIV secolo, ad opera dei Chiaromonte, conti di Modica, e dopo svariati passaggi di proprietà l’area divenne la dimora di campagna della dinastia Arezzo-La Rocca nel tardo XVII secolo. E’ a Corrado Arezzo che si attribuisce l’estetica e la conformazione del Castello di Donnafugata come lo conosciamo oggi, che passò di dinastia in dinastia fino a soffrire di un lungo periodo di abbandono. Solo nel 1982 venne acquistato dal comune di Ragusa, restaurato e aperto al pubblico. Solo una ventina delle 122 stanze dell’edificio sono visitabili, appartenenti al piano nobile, tutte riccamente adornate con un’estetica diversa l’una dall’altra.

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Oltre agli interni del castello, sono il grande Parco e il Labirinto ad attrarre i visitatori. Maestosi alberi autoctoni e piante esotiche, statue e fontane, un tempietto circolare, la Coffee House, le grotte artificiali (con tanto di finte stalattiti) e alcune installazioni chiamate gli ‘scherzi’ ovvero burle che dovevano intrattenere gli ospiti del castello, come un sedile con irrigatore o finti monaci che dovevano spaventare le donzelle. Oggi gli scherzi sono in disuso, mentre è ancora visibile il labirinto in pietra ragusana di probabile ispirazione inglese.

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