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Museo delle Feste Campania

Campania, nel museo dove si celebrano le feste popolari

Rituali, celebrazioni, liturgie e tradizioni: la memoria storica passa per la festa, patrimonio intangibile da preservare

Pagani
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Festa della Madonna delle Galline - Pagani
Quando lo scorrere del tempo era scandito dalle necessità agricole più che dal calendario, le comunità contadine festeggiavano i momenti cruciali dell’anno con rituali e celebrazioni. Molte di queste feste si sono tramandate di generazione in generazione, e non sono poche quelle arrivate sino ai giorni nostri. Tradizioni che oggi sono considerate beni immateriali, anche se, in verità, di ‘materico’ c’è molto: costumi, strumenti musicali, oggetti votivi, cibi e bevande dedicati alla liturgia popolare. È proprio per conservare questi beni, tangibili e non, che nascono spazi espositivi come il Museo delle Feste di Quadrelle, in provincia di Avellino.

Frutto del lavoro del Centro di Documentazione Demologico, centro per la ricerca e la conservazione dei beni immateriali demoetnoantropologici, il Museo delle Feste espone oggetti realizzati e utilizzati dalle comunità (in particolare quelle campane) per le celebrazioni popolari. Oggetti che spesso coniugano culti cattolici e pagani, abiti cerimoniali e tradizionali, enogastronomia. Attraverso questi beni materiali è possibile compiere un percorso a ritroso nella storia delle comunità locali, nella memoria popolare e collettiva, nei significati di alcuni rituali che oggi appaiono come semplice ‘folclore’, ma che un tempo si inserivano nei cicli del lavoro agricolo e pastorale, fondamentale per la sussistenza delle classi popolari.

Queste testimonianze sono esposte nel museo di Quadrelle attraverso un percorso cronologico che copre l’anno solare. La rampa di scale che permette l’accesso alla sala principale introduce il visitatore nel mondo delle feste popolari attraverso oggetti legati alle varie ricorrenze invernali. Nella sala espositiva principale invece si possono osservare i costumi e gli oggetti usati nelle stagioni primaverili ed estive. Particolare attenzione è dedicata a quella che si può definire ‘arte spontanea’: ovvero tutti quegli oggetti costruiti dalle persone con le loro mani, come offerta votiva, o come simbolo da portare in processione. Composizioni di falegnameria, tessitura, decorazione dedicate alla sacralità dell’evento. Spesso questi elementi rituali vengono bruciati o distrutti come parte della liturgia, ma quelli presenti nel museo sono stati donati appositamente perché se ne conservi la memoria.

Affascinati e divertiti dalle feste popolari sono senza dubbio i bambini: alle scolaresche che visitano il Museo delle Feste viene proposto di partecipare alla costruzione dell’Albero della Fantasia. Dovranno solo rispondere a delle domande oppure disegnare a loro piacimento un manufatto, un oggetto visto nel museo. Le idee premiate si conosceranno nel mese di maggio durante una manifestazione dedicata ai più piccoli.
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