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Arezzo Santa Maria della Pieve

Arezzo: Pieve di Santa Maria, tripudio architettonico

L'importante costruzione religiosa della città toscana rappresenta uno degli esempi principali d'arte romanica di tutta la regione

Abside
©iStockphoto 
Arezzo, abside della Chiesa di Santa Maria della Pieve
Città straordinariamente antica, Arezzo vanta una storia più vecchia di quella di Alessandria d’Egitto. E’ stata uno dei maggiori centri etruschi prima di divenire città romana particolarmente importante grazie alla sua strategica posizione. Pochi altri territori in Italia possono offrire un patrimonio naturalistico ambientale e culturale così vasto in un’area così piccola. Gli affreschi di Piero della Francesca nel Duomo valgono da soli una visita nella città. Ma anche il cuore del borgo medievale ha molto da raccontare. Nella Basilica di San Domenico si conserva la croce dipinta di Cimabue, e accanto alle torri medievali si ergono l'imponente Loggiato Vasariano, il Palazzo della Fraternita dei Laici, sintesi di architettura gotica e rinascimentale e l'abside della Pieve di Santa Maria.

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Quest’ultima, conosciuta con il nome di Chiesa di Santa Maria della Pieve, è uno dei monumenti religiosi più importanti di Arezzo. Esiste almeno dal 1008 ed ha costituito per tutto il Medioevo il riferimento comunale nelle lotte contro il potere vescovile. Si presenta agli occhi del visitatore con la sua meravigliosa facciata in stile romanico, composta da tre leggette sorrette da piccole colonne. Si ammirano anche tre portali strombati e la torre campanaria sulla parte destra, quest’ultima detta dei Cento Buchi per le bifore che si aprono su ogni lato. La grande abside semicircolare è decorata nella parte bastata con arcate cieche a tutto sesto sormontate da monofore. Il portale centrale è incassato all’interno di una trio riaperto a botte e sostenuto da pesanti contrafforti sagomati come colonne. Sopra si ammira una lunetta che ospita un rilievo raffigurante la Madonna orante affiancata da due angeli. Nella botte si osservano graziose raffigurazioni dei mesi: sono sculture spesso eseguite a tutto tondo che offrono uno spaccato della vita quotidiana, rappresentando scene dei lavori agricoli. Anche i portali laterali, più piccoli rispetto a quello centrale, hanno interessanti rilievi nelle lunette.

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L'interno ha una struttura a tre navate su archi longitudinali ogivali sostenuti da colonne dai capitelli corinzi. Si presenta ricco di edicole e cappelle, con un transetto posto di fronte al presbiterio. Lo splendido polittico del 1320, opera di Pietro Lorenzetti, raffigura la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo. La cripta, illuminata dalle monofore dell’abside, conserva il busto reliquiario di San Donato del 1346, realizzato in argento dorato, smalti traslucidi e pietre preziose. L’attuale assetto della Pieve è il risultato degli importanti lavori di rifacimento realizzati nel 1560 da Giorgio Vasari, le cui spoglie riposano assieme a quelle della moglie in un’urna posta sotto il pavimento.

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