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Aquileia, Unesco, Udine

Aquileia: cosa vedere nella città patrimonio dell'UNESCO

Dal Porto Fluviale al Sepolcreto viaggio fra le rovine dell'antica colonia romana

Zona Archeologica
©iStockphoto
Il foro della zona archeologica di Aquileia
Si tratta del più completo esempio di città dell'Impero Romano nel bacino del Mediterraneo. Per questo motivo l'area archeologica di Aquileia è diventata a partire dal 1998 Patrimonio mondiale dell'Umanità UNESCO. Situata all'estremità settentrionale del Mare Adriatico sulle rive del fiume Natisone, all'epoca navigabile, Aquileia fu fondata nel 181 a.C. come colonia militare di diritto latino nel paese dei Carni, popolazione celtica che si era infiltrata fra le popolazioni veneto-illiriche. Anche se il motivo della sua fondazione fu la minaccia di una nuova invasione dei Galli, Aquileia divenne una delle città più grandi e ricche del primo impero romano almeno fino a quando non venne  saccheggiata e distrutta dagli Unni guidati da Attila nel 452. 
 
Importante centro commerciale che collegava il Mediterraneo con l'Europa centrale, Aquileia venne abbandonata con l'invasione longobarda, prima di rinascere negli anni mille quando diventò sede del patriarca. Quartiere invernale di legioni e luogo di soggiorno imperiale, l'antica ricchezza della città è palpabile nei suoi magnifici edifici pubblici e nelle sue residenze private che ancora resistono al tempo. L'area archeologica, copre 155 ettari e comprende parte del foro, la basilica romana, una serie di bagni, una fila di magazzini, installazioni portuali, due lussuosi complessi residenziali. Al di fuori delle mura della città tardo romana, gli scavi hanno inoltre portato alla luce un sepolcreto con maestosi monumenti funerari. Fra i monumenti medievali merita particolare attenzione la grande basilica, con annesso battistero, ricostruita in forme romaniche dal patriarca Poppone sul luogo di una basilica più antica.

 
Il Porto Fluviale
 
Si tratta di uno degli esempi meglio conservati di struttura portuale del mondo romano che costeggiava a est l'antica città. Ancora oggi ben conservate si possono notare le banchine di carico e scarico delle merci sopra le quali a distanze regolari, sono presenti alcuni blocchi parallelepipedi sporgenti con anelli per l'ormeggio. Ricordiamo ifatti che al porto fluviale di Aquileia approdavano  imbarcazioni di diversa grandezza provenienti da tutto il Mediterraneo. Alle spalle della banchina portuale, si sviluppava un lunghissimo edificio, di cui restano i muri perimetrali in laterizio dei lati lunghi che serviva da magazzino per lo stoccaggio delle merci.


Il Foro Romano 
 
Del cuore pulsante della vita politica, amministrativa e sociale della città sono sopravvissute fino ai nostri giorni  le colonne appartenenti al braccio orientale del portico sul quale si affacciavano numerose botteghe . I capitelli compositi, in calcare di Aurisina come i fusti e le basi, sono datati alla tarda età degli imperatori. La piazza del Foro era circondata da edifici pubblici, la cui prima fase si può collocare già nel II secolo a.C. Riconoscibile solo in minima parte la Basilica civile, mentre è visibile un lungo tratto della strada di ingresso ad Aquileia, il cosidetto decumano di Aratria Galla che collegava in senso est-ovest il porto fluviale con la zona del foro e del teatro.

 
Domus di Tito Macro
 
La domus di Tito Macro è la più grande domus romana del I secolo d.C. ritravata nei territori dell'Italia settentrionale. Con un’estensione di circa 1500 mq la domus si sviluppava trasversalmente fra i due assi stradali. Al suo interno un atrio con pozzo, un'ampia sala da pranzo, un giardino dotato di una fontana, camere da letto, soggiorno e cucina. Molto probabilmente la domus doveva appartenere a un certo Tito Macro, il cui nome è inciso su un peso in pietra rinvenuto durante gli scavi.

 
Domus e Palazzo Episcopale
 
L'area archeologica denominata “Domus e Palazzo Episcopale” è il frutto di un progetto di protezione e valorizzazione che offre l'occasione di vedere grazie a un sapiente gioco architettonico la sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche. Nella struttura sono infatti visibili i resti  di uno degli isolati della città romana attraverso un percorso di visita che si snoda tra strutture e pavimenti musivi delle diverse fasi edilizie del sito, visibili a profondità diverse. Si tratta di un viaggio a ritroso nel tempo al centro Aquileia, ammirando le strutture della domus di I-II secolo, la grande aula absidata del IV secolo, gli estesi resti musivi e murari del palazzo episcopale del V secolo.

 
Sepolcreto
 
Ricordiamo infine  che è attualmente visitabile ad Aquileia un tratto della necropoli costituito da cinque recinti funerari, posti su una strada secondaria in uscita dalla città. Questi recinti  utilizzati a partire dal I secolo d.C appartenevano ad altrettante famiglie aquileiesi.
 
FONDAZIONE AQUILEIA
Aquileia (UD), Via Giulia Augusta, 33051 
Info: 0431 919491
Sito: www.fondazioneaquileia.it
 
 
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