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Museo Ladino Vigo di Fassa Trentino

A Vigo di Fassa per conoscere la cultura ladina

Il Museo Ladino della Val di Fassa offre un interessante percorso alla scoperta delle comunità dolomitiche

Vigo di Fassa
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Vigo di Fassa
Quando si va in montagna, specialmente se la meta sono le spettacolari Dolomiti, difficilmente si pensa a visitare un museo. Eppure, tra un’escursione e l’altra, volgere lo sguardo ai numerosi istituiti locali è utile e interessante, perché permette di comprendere meglio la cultura, la storia, la natura di un territorio che, per sua stessa conformazione, è decisamente particolare. Le comunità montane hanno spesso storie peculiari da raccontare, e non fanno eccezione quelle della splendida Val di Fassa: il Museo Ladin de Fascia, ovvero il Museo Ladino della Val di Fassa, è una tappa che merita decisamente una visita durante un soggiorno in quei luoghi.

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Alla scoperta della cultura ladina

Situato a Vigo di Fassa, nella provincia di Trento, il museo espone le collezioni etnografiche dell’Istituto Culturale Ladino, che ha eseguito per oltre trent’anni un meticoloso lavoro di ricerca riguardante la comunità, le tradizioni, la cultura ladina. Ma facciamo un passo indietro: cos’è la cultura ladina? Quella ladina è una comunità che abita cinque vallate dolomitiche: Gardena, Badia, Fassa, Livinallongo e Ampezzo. Pur con variazioni tra loro, parlano un idioma chiamato ladino, lingua antica che occupa un posto a sé nel panorama delle lingue romanze e neo-latine. La lingua ladina è riconosciuta come minoritaria in 51 comuni del Trentino-Alto Adige (dove costituisce il terzo gruppo linguistico dopo italiano e tedesco) e del Veneto.

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Il Museo Ladino di Fassa offre un percorso che ricostruisce la forte identità di questa comunità, attraverso materiali, oggetti, scenografie, supporti multimediali che spiegano la storia, il folklore, l’economia, le tradizioni e ovviamente la lingua delle genti ladine. Testimonianze che permettono di comprendere non solo i tratti peculiari di questa comunità, ma anche come si è arrivati alla sua formazione, e a un’identità tanto specifica. Una sorta di ‘etnogenesi’, ovvero il processo di formazione di un popolo. Abiti tradizionali, oggetti del presente e del passato, riproduzioni di ambienti domestici e lavorativi, testimonianze ‘astratte’ della ricca cultura immateriale, video e filmati esplicativi, dipingono il quadro di una comunità dinamica e vitale.  

Vigo di Fassa

La struttura del museo è stata concepita niente meno che da Ettore Sottass, ma non si tratta dell’unica sede. Alcune ‘Sezioni locali’ completano il percorso toccando altre località della vallata. In alcuni casi sono state recuperate strutture originali, come la Segheria alla veneziana di Penia, o il Mulino di Pera. In altre, il focus è su attività strettamente legate all’economia montana, come la caseificazione e la silvicoltura a San Giovanni di Fassa. O ancora, allo ‘spirito’ di molti abitanti del luogo, che in più occasioni storiche si sono ritrovati a dover combattere guerre: il Casino di Bersaglio di Campitello era uno dei luoghi dove ci si esercitava nel tiro a segno con le armi da fuoco. A tale proposito, completa il tour tra i musei del territorio legati al Museo Ladino l’esposizione sulla Grande Guerra, a Moena.

Trovate tutte le informazioni per le visite a questo link

Nei dintorni

La Val di Fassa è celebre per la straordinaria bellezza delle montagne che la circondano, e per i graziosi paesi che la punteggiano. Il Museo Ladino si trova a Vigo di Fassa, che è uno dei borghi più belli d’Italia: piccolo, raccolto, ricco di edifici caratteristici (tra cui i tipici fienili chiamati tabià). Pur non essendo molto esteso, vanta un’ottima offerta alberghiera, e soprattutto la possibilità di salire con una comoda funivia su uno dei massicci più belli dell’arco alpino orientale: il Catinaccio.

Panoramica del Catinaccio

Questo gruppo montuoso è un paradiso per scalatori, escursionisti, ma anche per famiglie che si possono fermare al livello più facile, ovvero a Ciampedie, dove arrivano gli impianti, oppure proseguire fino alle mozzafiato Torri del Vajolet (con l’omonimo, splendido rifugio), tra le cime più spettacolari delle Dolomiti, passando per una gradevole area presso il rifugio Gardeccia, facilmente raggiungibile con 40 minuti di passeggiata nel bosco. I più intrepidi possono raggiungere gli spettacolari rifugi Re Alberto, Passo Principe, Santner, Antermoia. Insomma, si tratta di un luogo dove tutti gli amanti della montagna, di qualsiasi livello di preparazione fisica, troveranno pane per i loro denti.

Tornando a Vigo, una piacevolissima e facile passeggiata (ripida nella prima parte, ma non complicata) è quella che conduce a Santa Giuliana, una pittoresca chiesa in stile gotico-ladino che si trova in cima a un colle sopra il paese. Alla sua base si trova un cimitero austro-ungarico decisamente suggestivo. Partendo dal paese si può percorrere un itinerario ad anello di circa due ore, adatto anche ai bambini. Infine, per rilassarsi dopo una giornata di escursioni, Vigo offre anche una spa davvero speciale: scopritela in questo articolo.


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