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Chiostro di Voltorre Gavirate lombardia monumenti

A Gavirate un monumento nazionale: il Chiostro di Voltorre

Con l’Expo 2015 si può cogliere la possibilità di andare alla scoperta dei tesori poco conosciuti della Lombardia: ecco un piccolo gioiello vicino al Lago di Varese

Capitelli del chiostro<br>
© Il Chiostro di Voltorre
Il Chiostro di Voltorre
Piccoli gioielli che vale la pena scoprire sono sparsi in tutto il territorio lombardo, e se è vero che l’Expo 2015 dal 1 maggio è pronta a concentrare tutta l’attenzione internazionale su Milano, vale la pena sicuramente dedicare qualche ora anche il Lago di Varese e ai tesori poco noti.

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E’ il caso di Gavirate, piccola cittadina adagiata sulle sponde del lago, e della sua frazione Voltorre, antico comune dove sorge l’omonimo chiostro riconosciuto monumento nazionale nel 1911. Il Chiostro si erge tra le antiche case coloniche e fu costruito tra il 1100 e il 1150 in un luogo di notevole importanza per il passaggio di pellegrini e viandanti, lungo una delle direttrici di penetrazione tra il nord Europa e il Contado del Seprio verso Milano.

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Durante l’epoca medievale era un complesso monastico fiorente, che fu decorato dallo scultore locale Lanfranco da Ligurno ed in seguito affidato alla gestione dei Benedettini, fino a quando, sul finire del Settecento, il governo francese mise in vendita l’intero complesso che perse la sua unitarietà diventando residenza rurale e deposito di attrezzi agricoli. Si deve all’intervento di alcuni esponenti del mondo della cultura, che si accorsero dell’importanza storico artistica del sito, l’avviamento della campagna di restauri che sono culminati nel 1978 con una serie di grandi lavori promossi dalla Provincia di Varese appena acquistato il Chiostro. Il primo edificio sacro risale al V-VI secolo, mentre nell’Undicesimo secolo venne realizzata la piccola chiesa romanica successivamente modificata tra il 1600 e il 1700, anni cui risalgono le raffinate decorazioni in stucco e gli affreschi a tromp-l’oeil. All’esterno si erge il massiccio campanile del dodicesimo secolo, alleggerito nella volumetria da alcune feritoie e da un’ampia cella campanaria.

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Il corpo di fabbrica principale è però costituito dal chiostro, collocato dietro la chiesa, la cui costruzione è incominciata dal lato occidentale, che presenta stilemi più arcaici, proseguendo con quelli meridionale e orientale, per concludersi con il lato settentrionale, che si mostra più progredito nell'uso del cotto e degli archi a tutto sesto, in sostituzione della trabeazione. L’architettura è quella romanica lombarda, con il porticato coperto con travicelli di legno a sezione rettangolare contornato da un colonnato a forma di quadrilatero irregolare. Le colonnine sono molto snelle, in parte cilindriche ed in parte ottagonali, di differente altezza in quanto ogni capitello ha diversa struttura rispetto a tutti gli altri, ed è proprio in questa varietà che sta la bellezza artistica del chiostro: si notano infatti capitelli richiamanti gli stili classici greco, dorico, ionico, corinzio e bizantino che sono gli elementi di maggior pregio artistico dell’intero complesso. Oggi il chiostro, completamente restaurato, è sede di attività culturali ed espositive legate all’arte contemporanea.

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