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A Fano la fortuna è di casa

La cittadina marchigiana è un vero scrigno di tesori artistici tutti da scoprire

Veduta
©Massimo Radi - Turismo Fano
Veduta di Fano / ©iStockphoto
Dopo Ancona e Pesaro-Urbino, Fano è la terza città più popolosa delle Marche e si presenta come una località ricca di storia, cultura e buon cibo. Con il patrimonio architettonico del centro storico e l’accogliente zona mare inserita in un bel contesto paesaggistico, non ha nulla da invidiare a città più note, ed anzi si rivela come destinazione ideale per un piacevole soggiorno. Località dai tanti appellativi come la Città di Vitruvio, la Città del Carnevale e la Città delle Bambine e dei Bambini, passa alla storia come la Città della Fortuna, Fanum Fortunae, nome che rimanda al Tempio della Fortuna intorno al quale si è in seguito sviluppata l’intera città. L’antica Fanum Fortunae, è stato un importante centro durante l’impero romano, punto di arrivo della Via Flaminia alla costa adriatica, come ben si evince dalle testimonianze storiche arrivate fino a noi. La precisa struttura urbanistica della città contempla ancora oggi cardi e decumani intorno ai quali si divincolano le tipiche viuzze con le varie attività di negozi, ristoranti, bar e caffetterie che offrono scorci invidiabili. Ecco dunque l’Arco di Augusto, voluto dall’imperatore da cui prende il nome nel 9 d.C., la cui visione d’insieme perfetta si può godere dall’alto dei giardini del Pincio, e le Mura Augustee anch’esse realizzate nell’ambito dell’importate progetto di monumentalizzazione della città di epoca augustea e che oggi si conservano per oltre mezzo chilometro, intervallate da torrioni cilindrici. Nei sotterranei della Mediateca Montanari vale la pena lasciarsi suggestionare dai resti dell’Augusteum, edificio dedicato al culto dell’imperatore risalente alla fine del I secolo a. C. 

Arco di Agusto / ©Di MarkusMark - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Per continuare l’excursus nella Fano romana scoprendo i pezzi più significativi ritrovati in questo territorio basta visitare la Corte Malatestiana che ospita un prezioso museo civico, ulteriore accrescimento della sezione archeologica della città. Si tratta del più importante museo cittadino ricco di diverse collezioni civiche sin dal 1898. Al suo interno si trovano la Sezione Archeologica, dove dimorano i più importanti e interessanti reperti del passato più antico di Fano (come la Statua della Dea della Fortuna) che invitano ad intraprendere un viaggio che parte dalla preistoria fino all’età romana; la Sezione Ceramica e Numismatica, in cui sono esposti frammenti e manufatti dal XIV e XIX secolo di produzione locale e non solo, con la sezione della numismatica che spazia dalle monete romane fino a quelle, più recenti della zecca di Fano; la Pinacoteca, dove sono esposti i più importanti dipinti realizzati tra la fine del XIII e XVIII secolo provenienti da chiese e collezioni private di Fano, su cui spiccano opere di Guido Reni, del Guercino, del Simone Cantarini.

Esterno della Corte Malatestiana / Di STELLUTI SCALA SILVIO - Opera propria, CC BY-SA 4.0, 

L’estremo angolo orientale della città è occupato dal Bastione Sangallo, l’antica fortezza realizzata da Luca Sangallo nel 1552 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane ed oggi utilizzata come location per eventi, rassegne culturali e concerti. Poco distanti si trovano la Basilica di San Paterniano, che custodisce le spoglie del Santo Patrono, e il Duomo di Fano, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che si presenta in stile romanico, anche se il campanile è stato riedificato a cinque campane dopo la distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale: l’interno è suddiviso in tre navate che confluiscono nell’abside centrale. Ad attirare l’attenzione sono soprattutto il pulpito in lastre di marmo a rilievi romanici e la sontuosa Cappella Nolfi del Seicento, che vanta la presenza di varie tele del Domenichino. Di particolare interesse l’organo a canne datato 1909. Unica nella sua fisionomia e di grande fascino è l’ex Chiesa di San Francesco,  un monumento a cielo aperto, privo del tetto, che crollò a seguito del terremoto del 1930: si tratta di uno dei complessi monumentali più belli della città, di origine medievale, completamente modificata nell’Ottocento. Il sottoportico della Loggia è occupato dalle tombe malatestiane, tra cui spiccano quella di Paola Bianca Malatesta, vero e proprio capolavoro di scultura tardogotica ad opera dello scultore veneziano Filippo di Domenico, e quella di Pandolfo III che viene attribuita a Leon Battista Alberti. Ci sono poi la Chiesa di Santa Maria Nuova, che custodisce diversi tesori tra cui stucchi che vanno dal XV al XVIII secolo e opere come la Pala di Fano e un’Annunciazione firmate dal Perugino, e la Chiesa di San Pietro in Valle, esempio di barocco marchigiano, dalla facciata incompiuta rivisitata da un paramento in mattoni, prova di elementi decorativi esterni che invece arricchiscono l’interno con sei cappelle laterali e un tripudio di ori, stucchi marmi, pitture e legni.

Esterno della Cattedrale di Santa Maria Assunta / ©iStockphoto

Particolarmente piacevole è anche una passeggiata al porto, cuore pulsante della Fano marinara, dove si trova una piccola via, El Gugul, simbolo dei pescatori fanesi che vale la pena includere nella visita della città per le incredibili suggestioni che sprigiona, come quelle del molo dei trabucchi, imperdibili da ammirare al tramonto, che definiscono la fisionomia di questa zona del lungomare. La Passeggiata del Lisippo costeggia da una parte la Marina dei Cesari e dall’altra il mare, terminando con una copia della statua del Lisippo. Si trova a pochi passi dalle principali spiagge della città, un posto ideale per rilassarsi dopo una giornata di mare ammirando anche i murales che colorano il molo. A Fano si può scegliere tra due litorali, il Lido di sabbia e la Sassonia di sassi, che la sera si animano con i tanti locali, ristoranti e bar, dove impera la movida estiva.

Fano, veduta notturna / ©iStockphoto

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