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Triponzo Bagni Umbria Perugia benessere

Triponzo, in Umbria il benessere termale è sulfureo 

Queste acque sono indicate per le infiammazioni osteoarticolari e per le affezioni della pelle, come eczemi, acne, dermatite...

Bagni di Triponzo, Umbria, wellness
©Bagni di Triponzo
Bagni di Triponzo, Umbria, wellness
Una piccolissima località ma dalle importanti e preziose proprietà benefiche: Triponzo è una frazione del comune di Cerreto di Spoleto, in provincia di Perugia, nell'Umbria centro-orientale. Il suo nome risale al latino Tripontium, luogo con "tre ponti", presumibilmente uno su ciascuno dei corsi d'acqua. Anche se, allo stato attuale, di queste costruzioni non ne è rimasta neanche una. 
 
Triponzo è particolarmente nota in Italia sopratutto per due motivi. Da un punto di vista storico per un'antica iscrizione romana (CIL IX.4541 = ILLRP 1275a), scolpita nella roccia viva sulla parete esterna della galleria stradale della strada statale 209. Questa accenna alla costruzione della via romana da Spoletium a Nursia per ordine del Senato Romano. Poi, da un punto di vista turistico, per le sue incredibili fonti sulfuree termali (30 °C). Una località che venne citata anche dal poeta Virgilio nell'Eneide: "Sulfurea Nar albus aqua", facendo riferimento all’acqua cristallina del fiume Nera che si sposa con quella sulfurea bianca di zolfo.

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Queste, secondo la tradizione locale, avrebbero proprietà miracolose: furono utilizzate fin dall'epoca romana per godere degli effetti antalgici e per dare sollievo all’apparato muscolo scheletrico. Poi, già nel 1862, venne eseguita un’analisi chimica dal prof. S. Purgotti di Perugia, che le descrisse come “eroico rimedio” per affezioni intestinali, concrezioni urinarie, artriti e “per tutte le sordide malattie della pelle”. Nel 1887 viene così costruito il complesso termale, oggi Bagni Vecchi, in destra idrografica del fiume Nera, tra il fondovalle e la base del Colle di Fergino. 

 
La forza e l’energia dell’acqua termale dei Bagni di Triponzo si manifesta alla base dell’antica costruzione dei Bagni Vecchi, dove si contano ben 18 scaturigini da cui l’acqua termale fluisce copiosamente alla temperatura di 31°C, sempre costante, indipendentemente dalla stagione e dal clima. Definita sorgente termo-minerale con riconosciute qualità terapeutiche nel 1927, quest'acqua inizia il suo cammino nel Parco dei Monti Sibillini. 
 
Dopo ogni pioggia le gocce si raccolgono e corrivano, alcune raggiungono fiumi e torrenti, altre scelgono una via che le porta in profondità a contatto con rocce porose, con queste si legano, ed iniziano un lungo percorso nelle oscure profondità della Valnerina, che le arricchisce di calcio e solfati. I positivi risultati che oggi si registrano con questa pratica terapeutica sono  dovuti alle distinte azioni: dell’aumento di temperatura che si determina dopo l’applicazione del mezzo termale ed agli effetti benefici derivanti dalla ricchezza in Sali e l’Humus. 

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L’efficacia dell’acqua sulfurea dei Bagni di Triponzo è indicata per le infiammazioni osteoarticolari, per le loro qualità antinfiammatorie per le affezioni della pelle, come eczemi, acne, dermatite, perché lo zolfo è un batteriostatico e il peeling naturale dato dalla balneazione purifica e rinnova il derma. 

Con una superficie di 1700 metri quadri e un parco di 5 ettari, Bagni di Triponzo, che fu c è la SPA più grande dell’Umbria, capace di offrire 3 vasche termali, suite private per trattamenti estetici e massaggi, una SPA suite riservata con vasca termale esclusiva, solarium, bar, ristorante, pinseria e una grande area benessere ipogea con sauna, bagno turco, doccia emozionale e cascata di ghiaccio.
 
Tra i tanti servizi termali oggi a disposizione, spicca la Vasca delle Fate, interna e coperta. Da qui è possibile ammirare il paesaggio della Valnerina, restando piacevolmente immersi nell'acqua termale ricca di zolfo e magnesio alla temperatura di circa 33/35°C. E' possibile sperimentare il piacere delle 10 postazioni di idromassaggi che amplificano l'azione dello zolfo e del magnesio, che rilassano la muscolatura e sciolgono le tensioni muscolari. La profondità massima è di 120 cm. Mentre due zone relax con poltrone Welness permettono di riposare sperimentando la modalità “gravità zero” con cuore e gambe alla stessa altezza che favorisce il riequilibrio della pressione sanguigna diminuendone il gonfiore.
 
Da collaudare anche la Fonte di Virgilio, esterna e scoperta, alimentata direttamente dall'acqua proveniente dalla sorgente che sgorga alla temperatura di circa 30°C, incastonata nel cuore delle Terme. Nelle sue canalette, ai lati di questa vasca, l'acqua termale deposita un limo ricco di zolfo e magnesio con proprietà terapeutiche così efficaci, che veniva utilizzato fin dall'epoca romana per curare tutte le affezioni cutanee. Questa sostanza può essere applicata sulla pelle del viso e del corpo per mantenerla in salute, idratata e rimpolpata. Ma attenzione a non bagnare gli occhi perchè il ph acido potrebbe generare un po' di fastidio. Questa vasca è inoltre dotata di 4 idromassaggi posti nel centro e di 10 cannelle per il massaggio cervicale. 
 
Ultimo punto di eccellenza termale è la Grotta di Alcina:  questo ambiente ipogeo artificiale deve il suo nome alla leggenda della Sibilla Appenninica, secondo la quale era il punto di accesso al regno sotterraneo della regina "Alcina". Un luogo dentro la montagna dove giungevano gli uomini alla ricerca di responsi profetici. Attraverso la declinazione del calore e del contrasto tra freddo e caldo, ogni ospite può liberamente scegliere senza limitazioni come raggiungere il proprio attraverso la filosofia Finlandese oppure seguendo la filosofia dell'antica Roma.
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