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Sulcis Iglesiente, magie del sottosuolo

Viaggio attraverso le suggestive grotte del Sulcis Iglesiente

Laghetto nella grotta
©Shutterstock
E’una Sardegna diversa e particolare quella del Sulcis Iglesiente, che si dipana nel silenzio dei boschi e delle miniere, tra stradine di piccoli villaggi e resti di antichi templi. La parte sud occidentale dell’isola dei Nuraghi è una delle zone più belle grazie alla sua varietà morfologica e ai suoi tesori custoditi. Tra questi centinaia di grotte, paradiso per tutti gli appassionati speleologi ma anche per chi ama l’avventura e l’archeologia.

Siamo esattamente nella provincia di Carbonia Iglesias e il sottosuolo è ricco di grotte di varie dimensioni, nate milioni di anni fa a causa dei fenomeni carsici, che offrono scenari incantati appena sotto il verde della macchia mediterranea. Ecco quindi un itinerario imperdibile che porta alla scoperta di un aspetto misterioso della terra più antica della Sardegna. Scenografiche stalattiti e stalagmiti, maestose colonne e concrezioni lavorate dall’acqua in profondità si accompagnano in molti casi a reperti antichissimi e rari, frutto dell’opera dell’uomo di migliaia di anni fa.

A pochi chilometri da Fluminimaggiore si trova la Grotta di Su Mannau, che si snoda per 8 chilometri tra lunghe gallerie, ampie sale e pozzi spettacolari. La Sala Archeologica fu frequentata fin dal primo millennio a.C. dalle genti che vivevano nelle valli vicine per praticare il culto delle acque, come testimoniano le numerose lucerne. All’interno della miniera di San Giovanni, nel 1952, venne scoperta la Grotta di Santa Barbara, tra le più importanti di tutta la Sardegna, raggiungibile solo attraverso una galleria mineraria a bordo di un trenino elettrico. È costituita da una grande sala alta oltre 25 metri con imponenti colonne e le stalattiti e le stalagmiti sono ricoperte di aragonite.

In prossimità di Domusnovas la Grotta di San Giovanni rappresenta una delle più lunghe gallerie naturali d’Europa con i suoi 850 metri. Pare si sia formata per un cedimento della enorme massa calcarea del monte Acqua, ed è l’unico caso in Italia, uno dei tre al mondo, di cavità naturale interamente percorsa da una strada carrozzabile.

Spettacolare per l’articolazione di sale è la grotta di Is Zuddas, che si apre nel Monte Meana, costituito da rocce dolomitiche risalenti a circa 530 milioni di anni. In una sala sono  presenti particolari concrezioni di aragonite e calcite e colonne a forma di canne d’organo talmente suggestive che qui viene allestito un grande Presepe e talvolta celebrata anche la Messa dopo il Natale. A poca distanza c’è la grotta di Pirosu, dove sono presenti tracce di un insediamento nuragico dell’VIII-VI secolo a.C.

Per i veri esperti di speleologia vengono organizzate visite guidate per ammirare il sistema ipogeico di Cuccuru Tiria e del Torpado nel massiccio calcareo del Marganai ad Iglesias, la grotta Su Bacculu, a Narcao, che si sviluppa per quasi un chilometro, e la voragine di Monte Onixeddu, presso la miniera omonima.

Vai alla GUIDA SARDEGNA

Informazioni
Si possono visitare le principali grotte del Sulcis Iglesiente con i vantaggi offerti dalla Si Card, il pass che permette di scoprire le sorprendenti bellezze del territorio in modo pratico ed economico grazie ad agevolazioni, sconti, riduzioni o gratuità per le numerose risorse turistiche e attrazioni aperte al pubblico che aderiscono all’iniziativa. www.sulcisiglesiente.eu
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