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Viaggi Vip - Polonia sulle note di Chopin

Polonia sulle note di Chopin

Il pianista Pietro De Maria ci racconta il suo amore per la musica di Chopin e la sua esperienza in Polonia dove si è trovato a suonare nella stessa città dove si esibì il maestro.

Polonia natura
©Ente Nazionale Polacco per il Turismo
Il pianista Pietro De Maria ci racconta il suo amore per la musica di Chopin e la sua esperienza in Polonia dove si è trovato a suonare nella stessa città dove si esibì il maestro.

Non è un figlio d’arte, la sua famiglia amava la musica, ma in casa sua non aveva nessuno strumento musicale. Per questo un giorno Pietro De Maria chiese ai suoi genitori di comprare un pianoforte e loro pensarono al solito capriccio da bambini, ma la sua bravura e determinazione alla fine ebbero la meglio. Da quel momento la sua passione è diventata anche il suo lavoro. 

Nel 1986 a soli 18 anni ha la possibilità di suonare nella prima “Stagione di musica da camera” degli Amici della Musica di Mestre grazie al maestro Piero Rogger che ne aveva intuito il grande talento. Seguirono poi i trionfi a Mosca, Premio della Critica al Concorso Tchaikovky nel 1990, alla Scala di Milano, Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani ancora nel 1990, a Zurigo, dove vinse il Géza Anda nel 1994 e poi in Germania per il Premio Mendelssohn. Dal marzo 2007 fino a tutto il 2009 Pietro De Maria è impegnato con l’esecuzione e la registrazione per la Decca dell'integrale pianistica del grande Chopin.

I suoi Cd sono stati definiti trai migliori chopiniani in assoluto, per la coerenza di pensiero che De Maria ha con il compositore, tanto da meritarsi lo stesso nomignolo di "poeta del pianoforte".

Che cosa l’affascina di più della musica?
È un mezzo di comunicazione molto forte, riesce a suscitare emozioni e offre la possibilità a chi la produce di condividere i suoi pensieri con il pubblico che lo ascolta.

Perché ha scelto proprio il pianoforte?
A dire il vero non lo so, non ho avuto dubbi: volevo un pianoforte.

Come è nata l’avventura dell’integrale di Chopin?
Ero a Torino per un concerto e il direttore artistico Giorgio Pugliaro mi disse “perché non suoni l’integrale pianistica di Chopin?” Io pensai a una battuta, ma lui diceva sul serio. Ho dovuto studiare molto, ma è bello avere la possibilità di approfondire la produzione di un compositore.

Che cosa lo affascina di più della musica di Chopin?
Fin da piccolo ho amato molto la sua musica, è stato uno degli autori che mi ha spinto a diventare un musicista.

Nel suo studio sul compositore è andato anche alla scoperta dei suoi luoghi?
Non tutti, Chopin ha viaggiato molto, ma per esempio ho suonato a Duszniki in Polonia la cittadina termale dove il compositore passò un po’ di tempo per curarsi e che ogni anno organizza un festival a lui dedicato. È stata un’esperienza affascinante, essere lì nello stesso luogo che aveva sentito le note di Chopin a suonare la sua musica.
Che cosa non manca mai nella sua valigia?
Un buon libro e la limetta per le unghie.

Come si definirebbe come viaggiatore?
Non sono il genere all’avventura, il mio rapporto con il viaggio è cambiato negli anni, mentre prima prendevo aerei e treni anche all’ultimo momento adesso cerco sempre di arrivare in anticipo per evitare spiacevoli inconvenienti. Mi è capitato per esempio di arrivare tardi alle prove di un concerto perché nonostante fossi arrivato un’ora prima all’aeroporto ho rischiato di perderlo. Devo dire la verità, un po’ dipende anche dalla distrazione innata in noi artisti. Tendiamo ad essere sempre un po’ tra le nuvole. Credo di essere fortunato, ho una bellissima professione che è anche la mia passione e mi porta a viaggiare molto e a scoprire luoghi inediti anche se a volte non ho il tempo per approfondire le mie scoperte.

Segue un rituale particolare prima di ogni concerto?

No, cerco di evitarlo perché se per qualche motivo poi non riuscissi a compierlo avrebbe sicuramente delle conseguenze negative sul mio stato d’animo. Conosco un musicista che per esempio prima di ogni esibizione deve mangiare una banana, ma ci sono luoghi dove non è facile trovare frutta fresca.

Nella foto: suggestivo scorcio del Lago Wole Oko nei Monti Tatra ©Ente Nazionale Polacco per il Turismo/www.polonia.travel/it

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