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Miniere: dai tour guidati agli ostelli

Zolfo, ferro, bronzo, sale, opali: ecco gli ingredienti per un tour sotto le viscere della terra che ci porta dal Sulcis Iglesiente all'isola d'Elba, dalla Svizzera all'Australia dove una miniera è stata riconvertita in ostello.

Miniera
©Shutterstock
Minatori e miniere. Un rapporto simbiotico non sempre facile né salutare ma di sicuro affascinante e ancestrale. In questi giorni la protesta dei minatori della Carbosulcis nella provincia sarda del Sulcis Iglesiente, sta facendo tornare a galla le molte implicazioni che l’esperienza del contatto prolungato con le viscere della terra comporta. Miniere e viaggiatori. Con meno pathos certo di chi nei sotterranei ci passa almeno 8 ore al giorno per guadagnarsi da vivere, l’entusiasmo di sprofondare per qualche momento negli anfratti umidi e oscuri di Gea viene assecondato da sempre più proposte turistiche. E volendo si può partire proprio dal Sulcis Iglesiente, questo lembo sud occidentale dell’isola dei Nuraghi famoso anche per il buon vino, dove si dipanano centinaia di grotte nel silenzio dei boschi e delle miniere tra piccoli villaggi e resti di antichi templi. Continua a leggere:

SULCIS IGLESIENTE: MAGIE DEL SOTTOSUOLO

Le miniere sono anche un pezzo di storia siciliana, riecheggiano tra le commoventi pagine della novella “Ciaula scopre la Luna” di Pirandello in cui il Nobel per la letteratura racconta la realtà meno edulcorata delle miniere di zolfo in Sicilia il cui sistema di coltivazione contribuì notevolmente a sviluppare il fenomeno dello sfruttamento sul lavoro, soprattutto dei minori. Nella provincia di Enna si può visitare la miniera di Floristella Grottacalda, 400 ettari distribuiti fra Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina, in cui sono visitabili gli impianti per l'estrazione e la lavorazione dello zolfo. Continua a leggere:

ENNA E IL PARCO MINERARIO FLORISTELLA-GROTTACALDA

Salendo verso il centro Italia, un’altra isola ci riporta alle vicende di miniere e minatori ed è l’Elba dove si trova il giacimento di ferro più grande in Italia. Le miniere di Capoliveri, nel promontorio del Calamita sono un tesoro di storia che custodisce i segreti delle tecniche e delle tradizioni degli “òmini della vena”. Tra le più spettacolari c’è la galleria del Ginevro, unica miniera sotterranea dell’isola, dove il paesaggio esterno da archeologia industriale con ancora ben visibili i vecchi edifici della lavorazione e le mirabilie velate del buio interno restituiscono un quadro vivido di intensa precarietà: i cimeli esterni sono a rischio corrosione vista la vicinanza al mare e la profondità di 54 metri con improvvisi orridi aperti nel vuoto lascia il senso dell’orientamento vacillare. La magnetite è il contatto immediato che si ha con questo luogo, definito “magnetico” non a caso e in senso letterale. A causa della massiccia presenza di questo minerale ad alta percentuale di ferro, il Monte Calamita emette energie effettivamente disorientanti e, fuor di metafora, gli orologi si fermano e gli aerei che transitano in quota sull’area perdono momentaneamente  i segnali di trasmissione/ricezione (ma la guida ci ha rassicurati che sono abituati e, dunque, sono previsti metodi alternativi di comunicazione). (Visita alle Miniere di Capoliveri: tel.0565 / 935492 – 393 9059583, www.minieredicalamita.it)

Spostandoci verso Nord la tappa è Ridanna, piccolo paese vicino a Bolzano famoso per la presenza di numerose miniere di bronzo. Ancora oggi si può visitare quella di Monteneve, dove gli innumerevoli impianti sono mantenuti nello stato originario e si possono rivivere le dure esperienze dei minatori. Si tratta della miniera più alta d’Europa con un’estensione fino a  2500 metri di quota, ed è stata anche quella più a lungo produttiva nell’ambiente alpino. Continua a leggere:

COME MINATORI A MONTENEVE

Fuoriuscendo dai confini nazionali, è il Cantone svizzero di Vaud a raccontarci tra cunicoli, pozzi e scale, la storia della miniera di sale di Bex che si estende su una superficie di circa 50 chilometri di lunghezza, fin sotto Vilars, Chésières e Arveyes. Sfruttate sin dal 1684 queste miniere sono tutt’oggi in attività. Attualmente si possono visitare solo alcuni chilometri di questo immenso labirinto sotterraneo, ma il percorso della visita consente di ammirare gli elementi più spettacolari e più caratteristici, approfondendo la conoscenza delle varie tecniche di sfruttamento utilizzate dall'epoca della prima galleria, scavata nel 1684, ad oggi. All'ingresso una presentazione audiovisiva, allestita dentro un antico serbatoio d'acqua salata del 1826, e una mostra fanno rivivere le varie fasi della storia del sale e della miniera. Il trenino dei minatori conduce nel cuore del complesso dal quale, attraverso un impressionante percorso, è possibile ammirare l'incredibile lavoro compiuto per cercare sotto terra le fonti salate o per dissalare sul posto una roccia che, a quell'epoca, valeva quanto l'oro e che scatenò sanguinose guerre. Oltre che con il circuito tradizionale, è possibile scoprire la grotta con itinerari più tecnici - veri e propri trekking sotterranei destinati a piccoli gruppi e di difficoltà variabile -: si va dal Percorso Santa Barbara, percorribile anche da parte di adolescenti e comprensivo di raclette in grotta, alla Grande Traversata della durata di quattro ore e mezza e riservata esclusivamente a persone in ottime condizioni fisiche e con buon allenamento. Informazioni: tel. 0041/24/4630330, www.mines.ch.

La ciliegina sulla torta del nostro tour minerario è l’Australia dove, nel bel mezzo di un’area desertica ad 850 chilometri da Adelaide, si trova un ostello ricavato da una ex miniera di opali. La piccola cittadina nel sud dell’Australia, la cui principale attrazione e simbolo è l’unico albero della città, conta appena 3500 abitanti, di cui la maggior parte operativa nel mondo delle miniere, ed è considerata la Capitale del mondo dell’opale grazie alla presenza di oltre 70 campi di estrazione. Continua a leggere:

COOBER PEDY, LA MINIERA DIVENTA OSTELLO
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