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Il Salento fa bene alla salute

In forma con la Salentoterapia!

L'ha dimostrato uno studio scientifico: il Salento fa bene alla salute ed ecco che impazza la Salentoterapia. Scopri di cosa si tratta.

Salento Taranta - Arakne Mediteranea
Courtesy of ©Laura De Gabrieli
Non è uno scherzo né tantomeno una trovata pubblicitaria: il Salento fa bene alla salute. Lo dimostra uno studio scientifico che ha coinvolto un campione di 5250 turisti i cui test clinici post viaggio hanno rivelato  una statistica schiacciante: il 98,8 % degli esaminati ha avuto esito positivo. I viaggiatori-campione hanno trascorso un periodo dai 3 ai 20 giorni, in ogni stagione dell’anno, presso una delle varie località dislocate sull'intero territorio salentino, dal mare all’entroterra.

Per testare sul campo i risultati del team di scienziati dell’Università teulandese di Dorckenstein, non rimane che organizzarsi un bel soggiorno salentino tenendo a mente il circuito dei luoghi e delle strutture dove poter beneficiare al meglio della "Salentoterapia". Da Lecce a Gallipoli, da Otranto a Torre San Giovanni, da Martano a Porto Cesareo, l’itinerario della salute nel salentino assicura di fare centro (una lista di alberghi, ristoranti e negozi dove la Salento terapia è assicurata, lo trovate sul sito della Repubblica Salentina, www.repubblicasalentina.it).

Ma entriamo nello specifico di questa “terapia del territorio” che sviscera lo stretto legame esistente tra il tempo ben trascorso in vacanza (il che non è banale, visto che spesso la vacanza non arreca relax ma diviene motivo di altro stress!) e il benessere (leggi anche buon umore) del viaggiatore. Il Salento si presta a venire incontro a qualsiasi tipo di “trattamento” salutistico preferito e alla loro reciproca interazione ancor di più. Parliamo di massaggioterapia, cromoterapia, fitoterapia, ciboterapia, musicoterapia, aromaterapia, idroterapia e delle più originali arteterapia, fototerapia, elioterapia e danza terapia.

Massaggi che stimolano l’eliminazione delle scorie metaboliche e dei depositi di grasso corporeo sono “naturalmente” offerti, ad esempio, dalla numerose conche naturali presenti sul litorale roccioso tra Mancaversa e Torre San Giovanni, a sud di Gallipoli. Oppure, strizzando l’occhio a forme di medicina alternativa di stampo olistico, il Salento offre un ambiente particolarmente proficuo per la terapia fitoterapica (pratica che utilizza piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere): tutta la costa orientale salentina è estremamente prodiga di bacini ricchi di piante ed erbe benefiche. Pensiamo in particolare al bosco di Rauccio, all’oasi naturale Le Cesine, alla riserva di Frassanito, al giardino botanico La Cutura o al bosco di Specchiulla.

E via dicendo, per l’idroterapia la formula magica la possiede Castro con le sue acque acque limpide e rigeneranti; l’arteterapia che desta, amplificandole, consapevolezza e abilità cognitive (è scientificamente provato anche questo!) ha i suoi luoghi deputati nelle strade, i vicoli e le “corti” di Lecce, città che – vale la pena ricordarlo – è entrata di recente nella lista delle città da vedere almeno una volta nella vita (fonte Lonely Planet).

Per la cromoterapia il Salento non bada a spese offrendo rossi di papavero e fichi d’India maturi, verdi di vegetazione mediterranei, blu di mari e bianchi di pietra leccese, solo per citarne alcuni. Noti a tutti poi sono i benefici che il corpo (e la mente) umana trae dalla luce solare non foss’altro per la stimolazione indotta sull’endorfina, volgarmente (ma efficacemente) associata all’ormone della felicità. Ebbene, la tristezza svanisce di fronte alla “città bella” di Gallipoli che vive una luce di particolare limpidezza. Altrimenti, c’è tutto il litorale sabbioso dove in tempi non sospetti il sole fa capolino e sparge i suoi raggi benefici.

Veniamo ora all’aspetto forse più caratteristico (e noto ai più) del territorio salentino: pizzica e tarantelle. Se li visualizzate come semplici spettacoli folkloristici, vi accontentate davvero di poco. Qui la musicoterapia affonda le radici nella storia antropologica italiana e conviene scomodare il famoso “meridionalista” Ernesto De Martino e le sue sensazionali opere ricavate dai molteplici viaggi effettuati nel Sud d’Italia, tra cui “Sud e magia” e l’ancora più esplicito per l’argomento in questione, “Musiche tradizionali del Salento: le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto de Martino (1959, 1960).

Che la pizzica sia la danza terapeutica per antonomasia attende ancora di essere smentito. Se ci volete provare, La Notte della Taranta (il più grande festival musicale dedicato al recupero della pizzica salentina datato 1998) può essere un buon banco di prova (Info: www.lanottedellataranta.it).

Se vi rimane qualche dubbio, potreste leggere il calendario/manuale che illustra  fino in fondo la teoria della Salentoterapia. Anche in questo caso, non è uno scherzo. E’ stato pubblicato, eccome.

Maggiori informazioni
Repubblica Salentina
http://www.repubblicasalentina.it/salentoterapia.html
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