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LÂ’Anno Internazionale delle Foreste

2011: l'Anno Internazionale delle Foreste

L'Onu ha proclamato il 2011 l'Anno Internazionale delle Foreste, un'occasione per conoscere i più bei boschi d'Italia.

Foresta
©leonid_tit/Shutterstock
Si dice che per ogni uomo ci siano sette donne, ma ancora non è stato provato concretamente. Si sa per certo, invece, che per ogni italiano ci sono 200 alberi. Chi si è preso la briga di contarli, uno per uno, impresa che sembrerebbe impossibile? Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, per un motivo ben preciso: il 2011 è stato proclamato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Foreste e questo è un’ottima occasione per fare il punto sullo stato dei boschi del Belpaese e stilare una particolare classifica, quella delle regioni più verdi d’Italia.

Al primo posto c’è la Toscana, seguita da Calabria, Trentino-Alto Adige e Liguria, e a chiudere agli ultimi posti si piazzano Sicilia e Puglia (qui, purtroppo, si sono riscontrati fenomeni di desertificazione). Lo scettro delle foreste più rappresentante spetta alle faggete, alle foreste di querce e quelle di abete rosso. Il faggio, con oltre un miliardo di esemplari, ricopre quasi tutti gli Appennini. Se qualcuno ha voglia di camminare nei boschi per chilometri, senza il rischio di incontrare strade asfaltate, l’area più selvaggia delle Alpi è il Parco Nazionale della Val Grande, nel Verbano- Cusio-Ossola, in Piemonte, dove esiste solo una strada forestale percorribile da tutti che venne realizzata quando i tronchi venivano trasportati a valle con una teleferica e che porta al borgo abbandonato di Pogallo: per il resto solo sentieri. In Friuli la Foresta di Tarvisio offre conifere a perdita d’occhio anche nel versante che si affaccia sulla Slovenia e sull’Austria, mentre il Veneto ospita la Foresta del Cansiglio, dove si prelevavano i tronchi che venivano usati per la flotta veneziana.

L’Appennino Tosco-Emiliano è ricco di boschi, oltre che di laghi, e qui si trovano il Parco Regionale dei Cento Laghi e il Parco dell’Orecchiella, uno dei meglio organizzati anche per quel che riguarda le escursioni adatte ai disabili. Ispirazioni mistiche provengono dal Bosco di San Francesco, che non brilla tanto per il suo interesse naturalistico bensì storico: è qui infatti che il Santo andava a passeggiare, direttamente dal Sacro Convento di Assisi. Scendendo verso sud, si incontra la Foresta Umbra che fa parte del Parco Nazionale del Gargano e le foreste della Sila, regno del pino laricio e di monumenti vegetali come i Giganti di Fallistro, protetti da una riserva naturale statale.

La Sardegna può vantare il successo del tempestivo intervento del Wwf, ormai oltre 25 anni fa, che acquistò una storica sottoscrizione per il bosco di Monte Arcosu, vicino Cagliari, dove è tornato a vivere felicemente il cervo, altrimenti a rischio di estinzione in questi luoghi. Anche la vetustà, ossia la presenza di legno morto e di boschi non utilizzati dall’uomo,  è un fattore importante quando si parla di foreste: un bosco vetusto è simbolo di biodiversità in quanto ospita un’immensa ricchezza animale e vegetale che va tutelata.

Informazioni
www.onuitalia.it

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