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Verbania, il giardino del capitano scozzese

I giardini di Villa Taranto sono un trionfo di bellezze affacciate sul Lago Maggiore

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Courtesy of ©MarkusMark/Wikipedia Pubblico Dominio
I Giardini di Villa Taranto
Si dice che, nel corso della sua vita, Neil Mc. Eacharn, il capitano scozzese che nel 1935 rilevò dalla marchesa di Sant'Elia il terreno che oggi ospita Villa Taranto e i suoi bei giardini, avesse fatto ben sette volte il giro del mondo. Fu proprio durante i suoi viaggi, una delle sue più grandi passioni assieme a quella della botanica, che il capitano scelse molte piante delle provenienze più disparate da far acclimatare nel suo nuovo giardino in corso di realizzazione. Il suo obbiettivo era, infatti, quello di creare un ricco complesso botanico di interesse internazionale e per fare ciò ampliò la proprietà e, attraverso le imponenti opere di sbancamento e terrazzamento lungo Punta della Castagnola, realizzò un giardino meraviglioso sulla sponda piemontese del Lago Maggiore a Pallanza.

Per abbellire Villa Taranto e trasformarla in un luogo ricco di preziose specie botaniche perfettamente integrate con l'ambiente locale, Mc. Eacharn realizzò boschi rigogliosi, bordure e vallette di arbusti, aiuole, parterres, placidi laghetti, serre e tappeti erbosi che utilizzò per mettere a dimora piante provenienti da tutto il mondo. Il clima mite, la bellezza del contesto e le sue competenze favorirono la creazione di ricchissime collezioni di elevato valore scientifico che contribuirono a rendere il giardino un luogo di grande interesse naturalistico sia per per gli esperti del settore che per gli appassionati delle passeggiate all'aria aperta che possono contare su una cornice di estrema bellezza in cui godere del piacere del contatto con la natura e ritrovare la pace dei sensi.

Il capitano scozzese trascorse il resto della sua vita a Villa Taranto della quale si occupò con cura e dediziose coadiuvato dal suo giardiniere inglese Henry Cocker, destinato a diventare uno dei più stimati paesaggisti dello scorso secolo, ma non volle tenere un tale patrimonio botanico soltanto per sè. Pertanto, dopo soli tre anni dal suo acquisto, donò l'intera proprietà allo Stato Italiano, mantenendone soltanto l'usufrutto in modo tale da poter vivere al suo interno fino alla fine dei suoi giorni, che sopraggiunse nel 1964. Già dal 1952, però, la Villa venne aperta al pubblicò che potè, in questo modo, godere della bellezza dei giardini botanici che mc. Eacharn aveva realizzato al suo interno. A partire dal 2005, inoltre, l'impegno profuso nella selezione e nella cura delle piante è stato ulteriormente valorizzato mediante la realizzazione, presso i locali dei piani nobili di una palazzina dell'Ente, di un Herbarium Britannicum che espone in 43 teche l'erbario di specie della flora spontanea raccolte nel 1929 dal primo giardiniere del Capitano.

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