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Torre Alfina, borgo da fiaba nel cuore della Tuscia

Al confine con Toscana e Umbria, il borgo è un trionfo di bellezze architettoniche e paesaggistiche

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Courtesy of ©mararie/Wikimedia Commons CC BY SA 2.0
Il castello di Torre Alfina
Sembra uscito da una favola per bambini il Castello di Torre Alfina che domina l'omonimo borgo e la lussureggiante riserva naturale del Monte Rufeno, con il bosco del Sasseto dagli scorci non meno fiabeschi. Questo borgo della Tuscia viterbese, incastonato in posizione strategica non lontano dal confine con Toscana e Umbria è una di quelle mete leggermente defilate dai circuiti del turismo di massa ma che non fatica ad entrare nel cuore di chi sceglie di visitarla. Il suo fascino e il suo romanticismo sono davvero speciali, basti pensare che Torre Alfina è stata inserita nel circuito dei Borghi Più Belli d'Italia e il suo castello viene spesso scelto come location per matrimoni principeschi. Quale luogo migliore, dunque, per concedersi un weekend romantico all'insegna delle passeggiate, della storia e del relax.

Raggiungere Torre Alfina sembra davvero come fare un tuffo in un libro di fiabe. Il Castello, dalle forme neo-gotiche, domina l'abitato raccontando una lunga storia di ritocchi e rifacimenti. L'aspetto attuale è il frutto dell'opera di restauro intrapresa dalla famiglia Cahen alla fine del XIX secolo. Il Conte Edorado Cahen acquistò la proprietà e si dichiarò marchese di Torre Alfina. Quello che fino ad allora era stato Palazzo Monaldeschi, si trasformò in un imponente maniero dalle suggestioni neo-gotiche la realizzazione del quale richiese massicci interventi anche sull'urbanistica del paese che, in alcune zone, come quella che oggi ospita la rampa di accesso al castello ed il giardino pensile. Il marchese Edoardo non vide mai il lavoro completo. Alla sua morte, fu il figlio Rodolfo a portare avanti il progetto del padre il quale volle, però, essere sepolto in un suggestivo mausoleo, anch'esso in stile neogotico, posizione nel folto del bosco che amava tanto e che riqualificò attraverso la realizzazione di una rete di sentieri tra gli alberi e le rocce.

Rodolfo non ebbe un destino più felice. Con l'avvento del nazismo e delle leggi razziali, dovette espatriare, lasciando il castello in preda ai tedeschi che lo utilizzarono come quartier generale per poi depredarlo. Alla sua morte, non avendo eredi, il marchese lasciò il maniero al suo maggiordomo Urbano Papilloud che poi lo vendett. Oggi il castello, le cui sale sontuose sono state riaperte al pubblico, può essere visitato su richiesta ed accoglie eventi e banchetti tra i suoi magnifici ambienti affrescati e i suoi giardini.

Ma c'è un altro luogo a Torre Alfina che merita di essere visitato a lungo ed il magnifico bosco del Sasseto, annoverato tra i parchi monumentali d'Italia.. Un luogo che sprigiona una magia tutta speciale e che, non a caso, è stato paragonato al bosco di Biancaneve dal National Geographic. Ed in effetti è proprio questa la sensazione che si prova addentrandosi in questo magnifico dedalo di alberi. Quella di essere catapultati in un bosco delle favole. Si cammina tra lecci, cerri e tigli incastonati tra i massi vulcanici e ricoperti da una coltre di muschi e felci che riempiono l'atmosfera di profumi intensi e sfumature verdeggianti. Ed è proprio muovendosi in questo meraviglioso santuario naturale che ci si imbatte nel mausoleo di Edoardo Cahen ricoperto in basalto e rifinito in travertino, proprio come il castello, e proprio come il maniero realizzato in un suggestivo stile neo-gotico che dona al bosco un aspetto ancora più fiabesco e misterioso.

E la sensazione di passeggiare in un libro di storie per l'infanzia permane anche quando, esplorando la Riserva Naturale del Monte Rufeno, si raggiunge l'antico mulino ad acqua recentemente ristrutturato. Meno evocativo ma non meno affascinante, infine, l'interessante Mueso del Fiore che riconferma l'elevato valore naturalistico dei territori che circondano il borgo.

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