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Martina Franca Ballo di San Vito

Puglia, come Martina Franca celebra il Ballo di San Vito

La tradizione si fonde con la religione nella località pugliese dove i pizzicati iniziano a ballare la taranta

Ballerina di pizzica
©iStockphoto
Puglia, ballerina di pizzica
Sulle colline dell’Alta Murgia, a metà strada tra Ionio e Adriatico, Martina Franca è un pittoresco comune in provincia di Taranto caratterizzato da un prezioso centro storico con case bianche che si sviluppano in verticale tra cui si dipanano tortuose stradine e svettano bei palazzi storici. Nelle campagne circostanti si ammirano i famosi trulli e le coltivazioni incorniciate dai muretti a secco, che rendono i panorami particolarmente suggestivi. La Chiesa di San Vito è considerata fra le più antiche di Martina Franca, sorta probabilmente all’inizio del XIV secolo in seguito alla fondazione della città da parte di Filippo D’Angiò, lungo la via principale che saliva dalla Porta di San Nicola verso il rione Montedoro.

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Quando la tradizione si fonde con la religione ecco che bisogna stare attenti: sembra, infatti, che il periodo dell’anno che va dalla celebrazione di San Vito, che cade il 15 giugno, passa per quella di San Giovanni Battista, il 24, e arriva ai Santi Pietro e Paolo il 29, sia il più pericoloso in assoluto. E’ proprio in questi giorni, infatti, che il Sole si trova nel segno dei Gemelli, che nella religione cristiana è impersonato dalla coppia Cosma e Damiano. Questo segno, come la Bilancia e i Pesci, è caratterizzato dalle cose doppie, dagli opposti che si attraggono, dall’ambiguità. Ma sono anche dei giorni di grande potenza celeste: nel cielo appare la costellazione del Cane, da cui deriverebbe il termine canicola per indicare il caldo eccessivo. E proprio San Vito, festeggiato agli inizi del gran caldo, tiene al guinzaglio i cani secondo la sua iconografia, e non è un caso che sia anche patrono contro i morsi dei cani.

Questo non solo è il momento del raccolto e del solstizio d'estate in cui il Sole è all'apice del suo splendore, ma anche il periodo in cui si celebra la Festa di Santu Paulu a Galatina, collegata alle origini del Tarantismo, in cui i tarantati,, quelle persone morse dai ragni, si rimettono a ballare alle prime pizziche dei concerti estivi. Lo fanno, però, diventano irascibili ed insofferenti ad ogni minimo stimolo contrario, spesso tirando anche pugni e calci ed avendo anche attacchi di xenoglossia, ovvero il parlare in lingue diverse dalla propria. Il giorno di Santu Paulu è l'ultima giornata campale di questo periodo particolarmente strano. A Martina Franca i devoti di San Vito, per ingraziarsi il Santo patrono dei pizzicati, da cui nasce il famoso Ballo di San Vito, vanno in pellegrinaggio nella sua chiesa portando una sua immagine come protezione contro il male. 
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