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Egnazia Puglia rovine parco archeologico

Egnazia, il parco archeologico pugliese

Un’antica città greco-romana sulla sponda adriatica della Puglia

Rovine di Egnazia
istockphotos
Egnazia
La Puglia è una regione che vanta un immenso patrimonio storico-architettonico. Tra le sue ‘perle’ anche splendide rovine del periodo greco-romano, come Egnazia (Egnatia), situata sul litorale adriatico a pochi chilometri da Fano. Uno dei parchi archeologici più interessanti della regione, ebbe un importante ruolo nel mondo antico. Tanto da essere citata nelle opere di Plinio, Strabone, Orazio. 

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Come sempre la storia ci ricorda che le civiltà più fiorenti nascono dall’incontro di diversi popoli. Dotata di un porto e lambita dalla Via Traiana, Egnazia fu costruita su un precedente insediamento preistorico. Ma è nell’epoca dei Messapi (VIII a.C.) secolo, che diventerà una fiorente città, fortemente influenzata nello sviluppo dai Greci – a testimonianza di ciò, strutture urbanistico-architettoniche e siti sepolcrali. Ma la massima gloria la otterrà sotto il dominio romano. La storia dei Messapi è a sua volta incerta, ma si suppone fossero popolazioni di origine illirica (ovvero dall’area che oggi coincide con i Balcani meridionali e parte della Turchia), che abitarono quella che i greci chiamarono Messapia, ovvero la regione oggi racchiusa tra le province di Lecce e Brindisi. Entrata a far parte della Prima Repubblica romana (intorno al III secolo a.C.), vedrà l’inizio del declino con la caduta dell’Impero. 

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Insomma, Egnazia ebbe una vita piuttosto lunga, che oggi è testimoniata da affascinanti rovine che si affacciano sul mare. Del parco archeologico sono visitabili tre aree ben distinte. La città vera e propria, con visibili i resti delle vie cittadine, i monumenti, le botteghe e le abitazioni. L’Acropoli, che conserva le tracce di tutte le dominazioni di Egnazia, da quando era un villaggio preistorico al Medioevo. E la necropoli, situata appena fuori dalla città. In realtà sono due le aree di sepoltura, una di origine ellenistica e una romana. Purtroppo nell’800 Egnazia, o meglio, le sue rovine, si trovava avvolta tra rovi e sterpaglie, in una situazione di abbandono che permise a molti di trafugarne opere e parti architettoniche. Il Museo adiacente al Parco Archeologico espone interessanti reperti di Egnazia, tra cui alcune ceramiche la cui tecnica di lavorazione da qui prese il nome, la ‘ceramica di Egnazia’. 
 
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