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Chiacchierino: il pizzo in chiave retrò

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Pizzo chiacchierno di Maria Antonietta Aggiornato il 12 Agosto 2014
di livia fabietti
Conosciuto anche come frivolité, questo capolavoro ornamentale rappresenta il cuore della tradizione artigianale di Conversano.

Tante le regioni che fanno del pizzo uno dei grandi vanti dell'artigianato: in Puglia a spiccare è un particolare tipo di lavorazione detta "chiacchierino" conosciuto anche come "pizzo a navetta". Si tratta di un'arte molto antica che ha il suo cuore caldo in quel di Conversano, in provincia di Bari, città d'arte ricca di storia il cui successo è legato anche all'attività di abili artigiane che, partendo da zero, sono in grado di dare vita a disegni straordinari che vanno a impreziosire e rendere unici corredi nonché biancheria per la casa e personale.

LA TRADIZIONE Il Chiacchierino altro non è che un pizzo Vittoriano il cui nome deriva dal rumore prodotto dal parlottare sottovoce delle lavoratrici, da cui il vocabolo in inglese "tatting". L'arrivo del pizzo chiacchierino a Conversano risale all'Ottocento, periodo in cui le suore del Convento di San Benedetto iniziarono a insegnare alle donne del paese come realizzare quei manufatti, un'arte che presero a cuore e che, nel giro di poco tempo, prese piede. Difficile non vedere nelle case e nelle strada donne intente nel realizzare capolavori da utilizzare come corredo per le figlie o come fonte di sostentamento.

LE CARATTERISTICHE  Abilità, manualità e creatività sono le principali caratteristiche che devono avere le addette ai lavori: l'attività, essendo particolarmente rilassata, permette alle donne di intrattenersi conversando mentre le mani si muovono intorno al filo, sorretto e tenuto teso dalle dita di una mano avvalendosi di una spoletta ovale contenente i filati ritorti e il tutto completato da un piccolo uncinetto, detto navetta. La parte difficile è tutta nel nodo: è necessario prestare la massima attenzione in quanto, una minima distrazione, potrebbe compromettere il lavoro finale: per formarlo infatti,  il filo deve essere tenuto in tensione nella mano sinistra, per poi essere avvolto attorno a quello della navetta tanto da formare un cappio al cui interno il filo della navetta deve scorrere liberamente.

IL TERRITORIO L'amore per la tradizione non tramonta mai: ci si può misurare con le proprie abilità manuali facendo visita ad una delle Associazione a Conversano intente nel perpetuare questa nobile tradizione. Maria Antonietta docet: dopo la aver ereditato la tecnica dalla zia, ha messo a disposizione delle appassionate questa tecnica attraverso interessanti lezioni, si va dal  "Corso Base" ai "Corsi Avanzati" per l'apprendimento della tecnica del Chiacchierino e del Ricamo (Tel. 0804956879). Al fine di agevolare l'impiego femminile, nel 1996 è stato istituito il Centro Comunale "Donna & Lavoro", là dove si organizzano corsi per i laboratori rivolti alle donne. Pizzo chiacchierino, tombolo etc. Interessante anche una visita alla Pinacoteca Comunale là dove si trova il museo di Moda e Costume (ingresso gratuito) per un tuffo nel passato. Una vera gioia per gli occhi tra abiti abiti da sera di seta nera con inserti di tulle sul corpetto o abiti da passeggio, impreziositi da perline dorate, coralli e pizzi.

INDIRIZZI Oggigiorno le tradizione dell'ago e del filo sono molto attive soprattutto nelle realtà più turistiche della Puglia dove è ancora possibile contemplare donne di ogni età intente a mostrarsi in tutta la loro abilità nel realizzare capolavori artistici da vendere tra le mura dei negozi di tessuti e di oggetti da regalo. Uno dei punti di riferimento è la signora Maria Cellamare che, dopo aver preso lezioni dalla grande maestra Maria Antonietta, ha fatto tesoro dei suoi insegnamenti lasciandosi prendere la mano da quella che è divenuta molto più che una passione. I suoi lavori più ricercati sono i centro tavola ma anche asciugamani, tovaglie e tende.

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