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Puglia: cosa nasconde la Basilica Orsiniana di Galatina

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Interno della Basilica Orsoliniana con rosone Aggiornato il 25 Febbraio 2016
di f. g.
L’edificio religioso nel centro della cittadina pugliese è uno dei più caratteristici del Sud Italia

Ad una ventina di chilometri a sud di Lecce, nel cuore del Salento, si trova Galatina, località d’arte che aderisce anche all’Associazione Nazionale Città del vino. Ci sono diversi motivi per programmare una visita in questa perla pugliese, che svela uno splendore artistico iniziato nel Trecento con gli Orsini del Balzo. Le stradine che si diramano attraverso il centro storico introducono alle meraviglie del borgo antico dove portici, palazzi settecenteschi e splendide chiese sfilano uno dopo l’altro.

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Su tutti spicca la Basilica Orsiniana di Santa Caterina d’Alessandria, una delle più caratteristiche del Sud Italia, autentico scrigno d’arte che custodisce pregevoli affreschi e fonde più stili architettonici dal romanico al gotico, dal normanno al bizantino. Romanico è l’aspetto esterno, con la facciata tricuspide con tre portali ornati da intagli in pietra leccese, il portale finemente decorato e il bellissimo rosone che sembra quasi ricamato nella pietra ad illuminare l’interno. E proprio il maestoso interno gotico a cinque navate si rivela essere una vera sorpresa, interamente affrescato per volere della principessa Maria d’Enghien, che nel Quattrocento chiamò i migliori artisti di Napoli a realizzare i meravigliosi cicli pittorici che in molti paragonano a quelli di Assisi: infatti per la vastità di tali affreschi quella di Galatina è seconda solo alla Basilica della città umbra.

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Gli Angeli Musici sono uno dei fiori all’occhiello, presentandosi come una vera e propria enciclopedia illustrata di strumenti musicali medievali: si tratta della rappresentazione pittorica più antica in Europa per quel che riguarda cialamelle, arpe, doppi flauti e liuti. Anche nell’elegante chiostro si possono ammirare affreschi settecenteschi e il Museo possiede un soffitto arabescato. Partendo dall’ingresso centrale e procedendo verso l’abside si incontrano gli affreschi del Ciclo dell’Apocalisse sulle pareti e sulla volta della prima campata; il ciclo critologico sulle pareti della terza campata; il ciclo angelologico sulla volta della terza compata; il ciclo agiografico sulle pareti e sulla volta del presbiterio ma sparso un po’ ovunque in tutta le chiesa e il ciclo mariologico sulla volta e sulle pareti della navata minore destra e in altri punti della chiesa. A questi cicli si aggiungono anche  le rappresentazioni delle Virtù, le quattro cardinali, le tre telogali e la Pazienza, tutte nelle vele della prima campata.
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