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Matmata
Quando, dopo tanto deserto, si arriva a Matmata, non si può avere alcun dubbio di essere giunti in un posto a tratti surreale. Una scritta in pietra che si mimetizza perfettamente con il colore del deserto annuncia, anche in modo un po' altezzoso, che si è arrivati. Ecco il paesaggio lunare scelto come scenografia per la saga di Guerre Stellari. Non c'è alcun dubbio: andare in Tunisia e non vedere questo luogo, è un'occasione persa. Quanto meno è un'occasione mancata per conoscere una architettura unica al mondo: le abitazioni troglodite. Matmata, infatti, è il nome delle tribù berbere rifugiate in questa regione. I berberi, oggi in parte arabizzati, occupano ancora dei villaggi costruiti a fianco delle alture. Altri vivono in dimore sotterranee o scavate nelle valli. Lo scenario è davvero unico. A sud di Gabès ecco innalzarsi monti color ocra, che giungono fino a 700 metri di altezza. Le alture sono profondamente tagliate e separate da fosse molto strette dove riescono a crescere con difficoltà fichi e olivi, orzo ed alcune misere palme. Qui vive una popolazione laboriosa. Ma dove? A prima vista non si vede nulla. Le abitazioni, infatti, sono nascoste sotto crateri che costituiscono un vero e proprio paesaggio lunare. Ciascun cratere costituisce di fatto un'abitazione. Una galleria permette di accedere ad una specie di pozzo, un corridoio circolare che tronca la sommità di una collina, attorno alla quale sono scavate le abitazioni ed i ripostigli. Lungo lo stretto passaggio d'entrata sono scavate stalle e ripostigli per utensili. Si esce su un cortile rotondo. Nelle pareti argillose del patio sono scavate in modo grossolano delle nicchie che formano delle piccole stanze e dei ripostigli per le provviste. Al livello superiore, le pareti servono per la conservazione delle granaglie. I cereali vengono introdotti da uno stretto condotto che ha il suo ingresso all'esterno. Nel cortile poi sono situati enormi silos per il grano. Le varie nicchie indipendenti le une dalle altre, sono notevolmente climatizzate, fresche d'estate, quando la temperatura supera i 40° e temperate d'inverno. Un clima a quanto pare perfetto per la salute, se è vero che i trogloditi vivono a lungo e in buona salute. Alcune di queste case sono aperte ai turisti. Non c'è tour organizzato o escursione che non passi da qui. Per chi volesse fermarsi anche per il pranzo, ecco anche un ristorante "troglodita". L'Ouled Azaiz Café Restaurant.


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