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Saint-Vincent
La sua fortuna è stata, da sempre, la posizione: un passaggio obbligato per chi attraversava la Valle d'Aosta sulla Via Consolare delle Gallie. Oggi Saint-Vincent ha certo molte più carte da giocarsi, oltre il clima particolarmente felice che le è valso l'appellativo di Riviera delle Alpi e le Fonti Termali scoperte fin dall'epoca dei romani e valorizzate a partire dal 1770 dall'Abate Perret che evidenziò le proprietà benefiche di quella che sarebbe diventata per tutti la "Fons Salutis". C'è il Casino de la Vallée, centro vitale della cittadina, e ci sono eventi che si fanno ricordare come il Premio Saint-Vincent per il Giornalismo, o la Grolla d'Oro, uno dei più significativi premi dedicati al Cinema Italiano fin dal 1953. Come tutte le destinazioni nate sotto la buona stella del turismo termale, anche Saint-Vincent mantiene una certa impostazione "borghese" pur svecchiata soprattutto dai dintorni dove ancora sopravvivono numerosi rascards, le tipiche abitazioni valdostane rurali in legno, mutuate dall'influenza dell'architettura Walser, una popolazione germanica migrata in Valle d'Aosta nel XII secolo d.C. dalla Svizzera. Nel cuore del paese si trova la Chiesa di San Vincenzo, edificata in stile romanico nell'XI secolo dai benedettini, al cui interno si possono osservare cicli pittorici di varie epoche, nonché un piccolo museo di arte sacra, arredi e vasi sacri, reliquiari e paramenti ricamati in seta anteriori al 1553. Particolare attenzione merita la cripta, che è il più antico monumento medioevale di Saint-Vincent.
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