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Sabaudia
courtesy of © Comune di Sabaudia
Sabaudia
Sabaudia non è difficile da descrivere: dune di sabbia bianca e macchia mediterranea sul cui sfondo troneggia il profilo del Circeo. Alle spalle, il Parco Nazionale evoca una natura rigogliosa e viva, come quella che pure abbonda sui laghi costieri, punto di sosta migratoria per gli uccelli acquatici. Città di mare ma pur sempre città, Sabaudia trae ulteriore fascino proprio dal suo singolare disegno urbano. La peculiarità sta nella sua costruzione record (in soli 253 giorni nel 1934), frutto dell'ingegno architettonico del razionalismo italiano che restituisce, come nei quadri metafisici di De Chirico e Carrà, particolari angolature e prospettive geometriche. Concepita come centro di villeggiatura marina e di rappresentanza, biglietto da visita per la Roma che conta, oggi Sabaudia non è estranea a certi eccessi snobistici, frequentatissima d'estate da Vip, politici e da praticamente tutto lo show biz. Ma ad apprezzarla sono sempre più giovani della Capitale, che decidono di trascorrere il fine settimana nella spiaggia di moda, a bere l'aperitivo al chiosco di qualche bar in riva al mare. Ma per chi voglia scovare altri ritrovi altrettanto piacevoli, il suggerimento è di dedicarsi a qualche escursione nei dintori, e scoprire, ad esempio, che oltre al Parco Nazionale del Circeo c'è il museo all'aperto Piana delle Orme. Il centro storico di San Felice, la villa di Domiziano, le rovine ramane di Terracina, il museo archeologico di Sperlonga, possono essere spunti per curiosare nelle località limitrofe. Nella costellazione della costa laziale ci piace citare due astri che meritano senz'altro una visita, soprattutto con la bella stagione: Sermoneta e Ninfa. La prima è arroccata sulla vetta del colle dove si erge maestoso il simbolo del borgo medioevale ancora intatto, il Castello Castani che domina la Pianura Pontina. Ninfa, invece, è la "Pompei del Medioevo", il ricordo di una piccola ma florida città medievale, la cui vicenda si consumò nel volgere di circa 600 anni, tra la fine dell'VIII e la fine del XIV secolo. Ed è una fantasmagoria di verde, fiori, alberi, cespugli, piante di ogni tipo, acqua, ricreata agli inizi degli anni Venti che oggi rivive in quel mondo a parte che sono i Giardini di Ninfa. Protetta a nord dalla rupe di Norma, il sito mantiene un microclima ideale per la conservazione di rare specie vegetali. Non a caso attorno al nucleo di Ninfa dal 1976 è stata istituita un'oasi di protezione faunistica, di circa 1800 ettari. Vi sono state censite 152 specie ornitologiche. E' così possibile incontrare il Falco Pellegrino e la Pavoncella, se non il Passero Solitario di leopardiana memoria.
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