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Romagna
La storia della Romagna vede alternarsi gli imperatori Romani come Augusto e Diocleziano, i Goti, i Bizantini e i Longobardi. In epoca medievale vennero riconosciute le pretese papali, ma con le lotte interne tra le fazioni nobiliari e popolari si arriva al 1796 quando la Santa Sede perde definitivamente la regione. Unita alla Cispadana e poi alla Cisalpina occupata dagli Austriaci la Romagna divenne poi parte della Repubblica Cisalpina e del Regno Italico. Dopo un’altra parentesi con il governo pontificio l’insurrezione del 1831 facilitò la costituzione delle Provincia Italiane che ebbe però breve vita con il ritorno del dominio austriaco. Dopo la sconfitta dell’Austria la regione fu retta da vari governi provvisori fino all’annessione al Regno d’Italia. Nell’immediato primo dopoguerra fu teatro della lotta operaia contro le squadre fasciste. Gli stessi protagonisti del ventennio fascista erano quasi tutti originari di queste zone: Mussolini, Balbo, Grandi. Durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo l’armistizio dell’8 settembre l’Emilia Romagna fu teatro delle lotte tra partigiani e nazifascisti, poichè l'Appennino toscoemiliano nascondeva le formazioni più attive della Resistenza.? Nell'ultimo dopoguerra, l'Emilia Romagna divenne ben presto la prima “regione rossa” d'Italia. Tra i personaggi noti, oltre a quelli sopracitati, non si può fare a meno di menzionare Pellegrino Artusi, il più famoso gastronomo romagnolo, la cui opera attinge alle tradizioni della cucina romagnola. E ancora fenomeni dello sport come Marco Pantani di Cesenatico, Marco Melandri, Andrea Dovizioso. In ambito artistico Laura Pausini e Samuele Bersani, Federico Fellini e Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore.
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