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Maniago
Percorrendo la statale 251, che da Pordenone sale a nord attraverso la campagna e si inerpica verso le Prealpi e la Valcellina, si incontra un borgo dall'aspetto ordinato, roccaforte del patriarcato di Aquileia: è Maniago, un comune con poco più di undicimila abitanti. Le vicende dei vari borghi del Friuli sono poco dissimili le une dalle altre, ma Maniago deve la sua uscita dall'anonimato ai conti che le diedero il nome e che la fondarono nel 1453. La storia dei conti di Maniago risale alle prime botteghe di battiferro che fornivano asce ai boscaioli, per poi passare a produrre spade per l'esercito della Serenissima, e, dopo la caduta di Venezia, forbici e coltelli. Teatro della vita cittadina è Piazza Italia, quasi totalmente chiusa al traffico, al cui centro è posta una scenografica fontana ottocentesca a gradini, dove si sosta piacevolmente per guardarsi attorno. Sulla sinistra si ergono la Chiesa dell'Immacolata a pianta circolare, datata 1411, e il cinquecentesco Palazzo Attimis dei Conti di Maniago, con il portone bugnato e il balconcino in ferro battuto, un bel giardino sul retro, l'elegante loggia e un leone di San Marco a impreziosirne la facciata. Al centro della piazza la Loggia Comunale ha una pianta essenziale a tre arcate: oggi è un monumento consacrato ai caduti. Sulla destra, tra due archi e due obelischi in pietra, il Duomo di San Mauro, esempio di tardo gotico friulano, risale al 1488 e si offre con una semplice facciata a capanna, un bel portale di pietra a sesto acuto decorato a tortiglioni con tre facce scolpite, e, a sovrastare, un  magnifico rosone al centro. Interessanti sono i frammenti di epoca romana che sono stati inglobati nella muratura. La grande piazza aperta ai quattro venti è da oltre mezzo millennio capitale dei coltellinai: a testimonianza di questo, il Museo dell'Arte fabbrile e delle coltellerie illustra l'evoluzione tecnologica della lavorazione delle lame ed è ospitato, assieme al Museo provinciale della vita contadina, in quella che una volta era stata una filanda. In fondo al corso principale, Via Umberto I, di fronte al piccolo parco municipale, ha sede il Teatro Comunale di Giuseppe Verdi, ricavato nell'ottocentesco edificio dell'ex setificio a vapore. Altre prove del suo retaggio storico ce le forniscono i romantici resti delle spesse mura del castello dei conti di Maniago, che si possono ammirare sul colle ad ovest del centro storico, insieme alla duecentesca cappella di San Giacomo.
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