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Ventotene Isole Pontine
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Isole Pontine
L’arcipelago ha conosciuto il genere umano fin dal Neolitico. La collocazione geografica ha sempre attirato l’approdo di nuove popolazioni e, dopo l’insediamento dei Volsci, vi fu il tempo delle occupazioni dei Fenici fino all’arrivo dei Greci che dettero il nome Pòntos, Mare, a Ponza. I romani presero possesso delle isole nel 312 a.C. e destinarono l’isole di Ponza e Ventotene a luogo di villeggiatura e carcere: qui furono esiliate la figlia di Augusto, Giulia, la nipote di Tiberio, Agrippina, e la moglie di Nerone, Ottavia. Nel corso dei secoli l’intero arcipelago ha conosciuto un susseguirsi di dominazioni ed influenze diverse, oltre a destare l’interesse di alcuni Papi tra cui Innocenzo III. Teatro di battaglie e terra di razzie, nel 1300 e nel 1435 nelle acque dell’arcipelago si svolsero due feroci battaglie navali in cui prima le forze del duca di Calabria poi quelle Angioine frenarono le mire conquistatrici degli Aragonesi. Passata tra le mani degli spagnoli e degli inglesi, tappa per Pisacane nel suo tragico viaggio e finalmente liberata nel 1861 da Garibaldi col resto dell’Italia, nel periodo fascista Ponza assunse di nuovo il compito di custodire i prigionieri, questa volta politici, del regime. Furono infatti confinati a Ventotene nomi illustri come  Sandro Pertini, Luigi Longo, Umberto Terracini, Pietro Secchia, Eugenio Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.
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