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Gubbio
Alle falde del Monte Ingino si adagia Gubbio, una delle più antiche città dell'Umbria come testimoniano le Tavole Eugubine, tra i più importanti documenti italici, risalenti all'incirca al II sec. a.C. Le sette lastre in bronzo, oggi conservate nel Museo Civico, sono scritte il lingua umbra e utilizzano due tipi di alfabeto, etrusco e latino. La genuina bellezza di Gubbio affonda le radici nella tradizione delle antiche Corporazioni delle arti e mestieri e nella sua architettura e urbanistica. Simbolo della città acquisito con il tempo, è il trecentesco Palazzo dei Consoli, sede del Museo Civico e dell'importante Pinacoteca Comunale con opere di artisti locali e maestri toscani. Insieme al Palazzo Pretorio e alla piazza pensile che unisce i due, il Palazzo dei Consoli forma un complesso urbanistico monumentale di immediato impatto. Ad arricchire la costellazione architettonica che fa brillare Gubbio nel panorama culturale italiano, la Cattedrale del XII sec. dove, sopra il portale, spicca la grande finestra circolare decorata, la chiesa di Santa Maria Nuova con l'inconfondibile impronta stilistica cistercense eugubina del XIII secolo, e molti altri edifici religiosi d'epoca tardomedievale. Un bel panorama sui principali monumenti cittadini lo si può godere dalla piazza dei Quaranta Martiri, in pieno centro storico. Altro simbolo di Gubbio, di diverso tipo, è il tartufo bianco. Qui la preziosità risiede nel gusto (anche estetico) e ha molte componenti: il profumo acuto, la grandezza e la forma regolare e arrotondata, il sapore deciso che non ha bisogno di salse o condimenti. Il nome scientifico di questo gioiello dell'arte culinaria umbra è Tuber Magnatum Pico e la zona di produzione è individuata nell'alta Valle del Tevere, nell'Eugubino Gualdese e nell'Orvietano. Ed è proprio il pregiato tubero a suggerire gustosi weekend a tema gastronomico nella cittadina umbra dove è ancora possibile assaggiare piatti genuini e particolari. Tipica la bruschetta classica, a base di pane affettato, aglio, sale e olio, in particolare quello proveniente dall'eccellente olivo di tipo la "Nostrale di Rigali" o quella al tartufo bianco. Tra le specialità più semplici della cucina locale c'è la "crescia", semplice o alla cipolla, alla salvia, al rosmarino e quella tipica pasquale al formaggio. Con le temperature ancora rigide dell'inverno sarà piacevole gustare una delle tipiche minestre con battuto (lardo ridotto in poltiglia) alle patate, ai ceci o con fagioli. O, se si preferisce un gusto più saporito, l'acquacotta con cipolle, sale, pepe, fette di pane casereccio raffermo e pecorino. Nei menu dei ristoranti, in ogni caso, non mancheranno mai prelibatezze al tartufo - utilizzato in ogni modo e per qualsiasi pietanza. Come la locanda del Duca, ad esempio, ristorante tipico regionale dove si spende dai 15 ai 40.00 Euro e si magia benissimo. Una più ingegnosa reinterpretazione della cucina locale è invece di casa nel Ristorante La Fornace di Mastro Giorgio, gestito da Giuseppe Rosati e situato nel centro storico di Gubbio. 
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