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Stambecco del Gran Paradiso
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Gran Paradiso
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso lega indissolubilmente le proprie origini alla tutela dello stambecco. Già nella seconda metà del XIX secolo, infatti, il re Vittorio Emanuele II aveva mostrato particolare sensibilità nei confronti delle problematiche legate al rischi di estinzione di questi animali e proprio per questo aveva dichiarato le montagne Riserva Naturale di Caccia. Fu, poi, all'inizio del XX secolo, precisamente nel 1919, che Vittorio Emanuele III abbracciò in maniera significativa la tematica della tutela di questa specie dichiarandosi disposto a donare le aree della Riserva di Caccia allo Stato Italiano, a patto che vi istituisse un Parco Nazionale. Fu così che nel 1922 nacque il primo Parco Nazionale italiano che nei primi anni dopo la sua nascita visse un periodo di prosperità, durante il quale gli stambecchi proliferarono. Negli anni successivi, a causa di problemi organizzativi nella gestione del Parco e, soprattuto, con l'insorgere del Secondo Conflitto Mondiale, la popolazione degli stambecchi precipitò e fu solo grazie all'impegno del Commissario Straordinario Renzo Videsott, che nel 1947 riuscì a far affidare la gestione del Parco ad un ente autonomo, se la specie scampò il rischio dell'estinzione. Nei decenni successivi il rapporto del Parco con le popolazioni locali, che si sentivano eccessivamente vincolatd dall'area protetta, non fu dei migliori. Ma con il passare del tempo divenne chiaro a tutti che la tutela del Parco e la sua promozione rappresentavano un'ottima risorsa per favorire il rilancio economico e turistico delle vallate ed è per questo che oggi gli Enti Locali e l'Ente Parco collaborano proficuamente per la gestione e l'organizzazione di numerosi progetti.
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