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Fermo
Un borgo sospeso nel tempo e che nel tempo rivive grazie ad una delle più antiche rievocazioni storiche d'Italia, risalente al 1436, la Cavalcata dell'Assunta, che festeggia, con sacralità cerimoniale, il Ferragosto in onore dell'Assunta, patrona fermana. Per l'occasione la città si trasforma in un Comune del 1400, le dieci contrade si animano di mille e più figuranti in costume d'epoca e si inaugura la gara di cavalli dedicata alla Madonna cui da sempre si ispira il Palio. Per le strade dame e cavalieri, giullari e priori, corporazioni e messeri, armati e letterati si alternano in una sfilata storica che restituisce uno scorcio quanto mai suggestivo di vita medievale. Il corteo percorre solenne tutti i luoghi storici della città: dal Palazzo comunale, dove si attende la scesa dei Priori, verso il Girifalco, per raggiungere il sagrato del Duomo, la "casa" dell'Assunta, dove i Capicontrada offrono i loro doni. È il momento di più alta penetrazione tra la festa civile e quella religiosa. Non a caso il più importante gonfalone, dopo il Palio, è quello che riproduce la pagina miniata del "Messale De Firmonibus", ossia la rappresentazione della Cavalcata in onore dell'Assunta effettuata nel 1436. Inoltre, tra i più preziosi arredi del Duomo, c'è una tovaglia ricamata da alcune monache fermane sul finire della prima guerra mondiale, sempre sul tema della Cavalcata.
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