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Corinaldo scalinata La Piaggia
© Pro Loco Corinaldo
Corinaldo
Vedere all'aperto:
La Piaggia è il centro del borgo, una bellissima scalinata di 100 gradini verso cui convergono le case in mattoni rossi disposte a spina di pesce. Girando verso il pozzo del Bargello si raggiunge la terrazza sopra l'arco della porta, da cui si può ammirare il centro storico e la campagna sottostante fino ad abbracciare con lo sguardo il Monte Conero, nelle giornate più limpide.
Monumenti:
All'interno del nucleo medievale, a metà della maestosa gradinata di via Piaggia, si trova il "pozzo della polenta", simbolo leggendario della città, ricostruito nel corso degli anni Ottanta. Leggenda vuole che un contadino salisse lungo la scalinata (La Piaggia) con un sacco di farina di granturco sulle spalle e che, giunto nei pressi del pozzo, appoggiasse il sacco sul bordo per riposarsi dalla fatica. Il sacco si scucì lasciando cadere tutta la farina nel pozzo, offrendo così ai corinaldesi la possibilità di "servirsi" di polenta per molto tempo. Proprio la Piaggia è il centro del borgo, una bellissima scalinata di 100 gradini verso cui convergono le case in mattoni rossi disposte a spina di pesce. Tra le chiese principali si segnalalano la Collegiata di S. Francesco, il Santuario di S. Maria Goretti, con l'ex monastero ora adibito a Sala del costume e Biblioteca comunale, la Chiesa del Suffragio,
Quartieri:
Il borgo fortificato è composto da una cerchia muraria impressionante che protegge il nucleo urbano vero e proprio. E' lunga 912 metri, percorribile con una suggestiva passeggiata attraverso porte, baluardi, torri di difesa, merli ghibellini a coda di rondine e camminamenti di ronda.
Palazzi:
L'ordito urbanistico della città comprende numerosi palazzi gentilizi. Tra gli edifici pubblici, sono da vedere il Palazzo Comunale, bell'esempio di architettura neoclassica con il lungo loggiato che dà su via del Corso, l'ex Convento degli Agostiniani, costruito nella seconda metà del Settecento e ora utilizzato come albergo, l'ottocentesco Teatro Comunale intitolato a Carlo Goldoni e la Casa del Trecento, che ospita la Pro Loco ed è la più vecchia del borgo.
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