I libri più rubati al Salone di Torino
di nexta
A subire furti al Salone del libro di Torino, quest'anno alla sua 25ma edizione, sono soprattutto i piccoli editori. Stand più ristretti, più aperti e meno controllati favoriscono le mani lunghe. Uno dei titoli più rubati quest'anno è stato 'Il giovane americano' di Edmund White, della Fandango, "forse anche per la sua posizione a portata di mano sullo stand", ironizza Tiziana Triana, responsabile della casa editrice per il Salone. Scomparse frequenti dagli scaffali anche per 'Il tempo materiale' di Giorgio Vasta, Minimum Fax, "nonostante da quest'anno sia proposto in edizione economica", commenta Marco Cassini, co-fondatore della casa editrice.
Boom di furti per il romanzo 'Racconti del giorno e della notte' di Giuseppe Bonura, Hacca edizioni. Per Graphot i lupin della cultura invece si sono concentrati sul benessere, con l'opera di Fulvio Piccinin 'Saperebere. La cultura del bere responsabile'. Alla Feltrineli tra i libri più rubati, invece, figurano i tascabili di economia e qualche classico. E se cinque copie mancano all'appello a fine manifestazione dell'opera di Nelida Milani 'Crinale estremo', rubati forse da qualcuno che ha preso il nome della casa editrice come un invito, Fidare (Federazione italiana editori indipendenti), quattro sono quelle scomparse del romanzo di Isabelle Iberhardt 'Nel paese delle sabbie', Ibis edizioni.
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(Fonte: LaPresse)