I 5 migliori trekking da fare questa estate nelle dolomiti
di Silvia Faenza
Le Dolomiti, patrimonio Mondiale dell’UNESCO, sono scenograficamente spettacolari, sia d’inverno quando la neve le ricopre sia d’estate quando le valli si riempiono di luce, i pascoli si tingono di verde e i sentieri si trasformano in una rete fittissima di percorsi ideali per chi ama il trekking e per chi vuole camminare tra boschi, creste e panorami che sembrano dipinti.
Abbiamo selezionato cinque percorsi di trekking in Trentino, Veneto e Alto Adige, pensati per escursionisti con un minimo di allenamento ma senza necessità di esperienza alpinistica.
A completare il quadro, alcune esperienze outdoor per cambiare il modo di vivere questi paesaggi, tra acqua, adrenalina e punti di vista inediti. Ogni valle ha il suo modo di raccontarsi: non ti resta che scoprirle tutte e lasciarti conquistare dalle esperienze che puoi fare solo tra le Dolomiti.
I 5 migliori percorsi di trekking sulle Dolomiti
Dai sentieri panoramici attorno alle Tre Cime alle conche erbose della Val di Fassa, ogni valle dolomitica ha un itinerario da vivere. Questi cinque percorsi offrono paesaggi spettacolari e diventano un punto di partenza ideale per costruire la tua settimana d’estate tra boschi, altopiani e viste che non si dimenticano facilmente.
Le Cinque Torri - Cortina d’Ampezzo
Le Cinque Torri sono una delle mete più amate per il trekking vicino a Cortina d’Ampezzo tra le Dolomiti venete. Il nome fa riferimento ai cinque pilastri di roccia che spuntano tra i prati ad alta quota delle montagne, poco al di sopra dei 2300 metri, in posizione dominante tra Cortina e il passo Falzarego. A circondarle una corona di montagne che riempie l’orizzonte: Lagazuoi, Tofane, la Marmolada che si intravede in lontananza e cambia tono con la luce.
Da Cortina d’Ampezzo si arriva alla zona delle torri in auto lungo la strada per il Falzarego, oppure con gli impianti che salgono verso i rifugi.
Una volta in quota, il giro più classico è quello ad anello: un sentiero ben tracciato che aggira i torrioni e alterna tratti nel bosco, salite più decise e balconate panoramiche. Il dislivello non è eccessivo, ma serve comunque un passo sicuro e l’attrezzatura giusta per i terreni di montagna.
Lungo il percorso è da non perdere anche il museo a cielo aperto, dove è possibile osservare trincee, camminamenti e postazioni rimaste dalla Prima Guerra Mondiale. Qui pannelli e ricostruzioni raccontano anche la vita dei soldati al fronte
È un’escursione di trekking unica, che unisce paesaggio e storia, ed è facile da organizzare in giornata partendo da Cortina, che merita una visita, sia per il suo centro curato sia per i locali dove è possibile passare la serata.
Passo San Pellegrino e malga Fuciade - tra Trentino e Veneto
All’ingresso della Val di Fassa, Moena è da sempre considerata la “fata delle Dolomiti”: una definizione che trova conferma appena si sale verso il Passo San Pellegrino.
Il valico collega Trentino e Veneto e in estate si apre in un susseguirsi di prati, lariceti e pascoli, con viste ampie sulle Pale di San Martino e sulle cime che delimitano la valle.
Qui il paesaggio si contraddistingue per i suoi altopiani erbosi e masi isolati che sembrano sospesi nel tempo. Dal passo parte il sentiero per malga Fuciade, uno degli itinerari più amati da chi cerca una montagna discreta ma scenografica.
Il tracciato, di difficoltà media, attraversa boschi e radure fino a sbucare in una conca erbosa dove la malga, in legno scurito dal tempo, si inserisce con naturalezza nel paesaggio.
Alle spalle si alzano le vette del Sasso Vernale, del Sasso di Valfredda e della Cima Ombrettola, mentre lungo il ritorno si spalancano le Pale di San Martino in tutta la loro imponenza.
È un itinerario adatto a chi ha un minimo di allenamento e vuole alternare cammino e soste di gusto, magari iniziando la giornata con una breve passeggiata al lago di San Pellegrino, facilmente accessibile dal parcheggio.
Le Tre Cime di Lavaredo - Auronzo e Misurina
Le Tre Cime di Lavaredo sono più che una semplice destinazione da cartolina, le tre pareti che le caratterizzano: la Cima Piccola, la Cima Grande e la Cima Ovest si innalzano una accanto all’altra come una barriera di roccia sopra l’altopiano di Misurina, con verticali che superano i seicento metri di altezza e un profilo inconfondibile.
Quando la luce cambia, soprattutto all’alba e al tramonto, la dolomia passa dal grigio chiaro al rosato, fino a colori quasi arancio.
Il giro ad anello che le circonda è diventato un classico per chi ama il trekking: si parte dal rifugio Auronzo e si procede su strade sterrate e sentieri verso il rifugio Lavaredo, la Forcella e il rifugio Locatelli, sempre con le pareti nord ben in vista.
Nel complesso sono circa 3 o 4 ore di cammino, con un dislivello attorno ai 400 metri: nulla di estremo, ma abbastanza da richiedere un minimo di allenamento e attenzione in alcuni passaggi più esposti.
In estate il percorso è molto frequentato, ma scegliendo orari meno centrali della giornata come al mattino presto o nel tardo pomeriggio si riesce ancora a ritagliarsi qualche tratto di sentiero più silenzioso e godersi con calma i punti panoramici.
Sentieri in Val Gardena - Alto Adige
La Val Gardena, nel cuore dell’Alto Adige, è uno degli ingressi più scenografici alle Dolomiti: prati d’alta quota, pareti verticali che si alzano sopra i paesi e una fitta rete di sentieri che collegano passi, altopiani e rifugi.
Da Bolzano o dai dintorni si può raggiungere la valle e affidarsi a una guida locale per scoprire gli itinerari più adatti al proprio livello, evitando i percorsi più affollati quando lo si desidera.
Tra Alpe di Siusi, passo Sella, Seceda e i sentieri panoramici che portano verso laghi e balconi naturali, i trekking in Val Gardena permettono di alternare camminate più dolci a itinerari con maggior dislivello.
Scegliere una guida professionale permette di vivere un’esperienza più semplice e completa, con trasferimenti organizzati, indicazioni precise su tempi e difficoltà e la possibilità di adattare la giornata alle condizioni meteo e al gruppo
È una meta ideale per chi vuole alternare il trekking alla scoperta dei sapori locali, tra ristoranti di cucina ladina e racconti di storie e tradizioni che spesso sfuggono ai percorsi più turistici.
San Vigilio di Marebbe e parco Fanes‑Senes‑Braies - Alto Adige
San Vigilio di Marebbe, o Al Plan de Mareo in ladino, è la porta d’ingresso a uno dei parchi naturali più suggestivi delle Dolomiti: Fanes Senes Braies.
Qui si alternano altopiani sospesi, boschi fitti, laghetti color smeraldo e pareti rocciose che fanno da cornice a una natura ancora in gran parte intatta. Gli altipiani di Fanes, in particolare, sono legati alle leggende del Re Laurino e dei suoi regni nascosti, e conservano un’atmosfera quasi sospesa nel tempo.
I sentieri si insinuano tra i pascoli, costeggiano baite isolate, risalgono valloni che all’improvviso si aprono su viste di grande respiro. Le possibilità vanno dalle passeggiate facili adatte anche alle famiglie, ai trekking di più ore tra rifugi e malghe, fino agli itinerari per escursionisti più esperti.
Dopo il rientro in paese, San Vigilio offre un centro raccolto con case ladine, locali dove provare piatti di tradizione tirolese e specialità ladine, e la possibilità di proseguire verso San Martino in Badia per altre escursioni. È una base perfetta per chi desidera unire camminate, cultura locale e buona tavola in un contesto di grande quiete.
Oltre il trekking: vivere la montagna con esperienze adrenaliniche
Oltre al trekking esistono molti altri modi per stare in montagna: attività dinamiche, a volte più sportive, che mettono al centro movimento e contatto diretto con l’ambiente. Sono proposte che mostrano un volto diverso delle Dolomiti e aiutano a cambiare prospettiva senza perdere il legame con la natura.
Trail running - Auronzo di Cadore
Chi ha già percorso il giro classico delle Tre Cime di Lavaredo o sente il bisogno di cambiare passo può riscoprire la zona attraverso il trail running.
I sentieri che collegano i rifugi attorno al massiccio: Auronzo, Pian di Cengia, Lavaredo, Locatelli alternano saliscendi regolari e tratti più tecnici, ideali per una corsa in quota che permette di coprire distanze maggiori in meno tempo.
Correre tra i rifugi significa vivere la montagna con un’intensità diversa: il fiato che si fa corto sulle salite, le discese che richiedono attenzione, le pareti delle Tre Cime che cambiano colore e forma a seconda dell’ora del giorno.
Con l’accompagnamento di guide esperte e percorsi calibrati sul livello del gruppo, anche chi non ha mai corso su questi tracciati può avvicinarsi in sicurezza alla disciplina, alternando tratti di corsa e cammino.
È un’esperienza che funziona bene come giornata “speciale” all’interno di una vacanza trekking, soprattutto per chi ama le sfide fisiche ma non vuole rinunciare alle soste nei rifugi e ai panorami più spettacolari.
Rafting - Belluno / Borgo Valbelluna
Il Piave nasce tra le montagne del Cadore e scende verso la pianura attraversando paesaggi che cambiano continuamente.
Nel tratto bellunese, il fiume è incorniciato da due patrimoni UNESCO: da un lato le Dolomiti Bellunesi, dall’altro le Prosecco Hills, con i loro vigneti ordinati e i piccoli borghi affacciati sul pendio. Scendere il fiume in gommone è un modo diverso per leggere questo territorio, lasciandosi trasportare lungo una valle che alterna gole, spiagge di ghiaia e boschi.
Tra rapide più vivaci e tratti più tranquilli, il rafting permette di osservare le montagne da un’angolazione inconsueta, con le cime sullo sfondo e le rive che raccontano una natura ancora poco antropizzata. Le uscite sono accompagnate da guide fluviali qualificate, con percorsi adatti sia a chi è alle prime armi sia a chi cerca un po’ più di adrenalina.
L’attività è particolarmente indicata per famiglie con ragazzi e gruppi di amici, e può essere abbinata a visite e degustazioni nelle cantine del Prosecco, per chiudere la giornata tra calici e prodotti tipici dopo le ore passate in acqua.
Zipline - San Vigilio di Marebbe
A San Vigilio di Marebbe la montagna si vive anche a diversi metri da terra. Una lunga zipline attraversa la valle collegando due versanti, e permette di “volare” sopra il bosco e i torrenti con i pinnacoli dolomitici sullo sfondo. La partenza, intorno ai 1.600 metri di quota, è sempre un misto di curiosità ed emozione; poi la velocità e la sensazione di sospensione prendono il sopravvento.
In pochi istanti si supera un tratto di valle che a piedi richiederebbe molto più tempo, con un colpo d’occhio sulla natura difficile da ottenere in altro modo. L’attività si svolge in piena sicurezza, con imbragature, caschi e briefing iniziale a cura di istruttori qualificati, e prevede più segmenti consecutivi che aiutano a prendere confidenza gradualmente con l’altezza.
È un’esperienza pensata per chi ama l’adrenalina, ma si inserisce bene anche in una settimana di trekking e passeggiate come parentesi fuori dagli schemi, magari da programmare in una giornata più corta sui sentieri.
GeoCanyoning - Val Maor
Le Dolomiti non sono solo crinali, cime e altopiani: una parte importante della loro storia è scritta nei canyon scavati dall’acqua. La Val Maor, nel Bellunese, è un esempio perfetto di questo lavoro millenario: pareti di roccia levigata, cascate, vasche naturali e passaggi stretti che costringono a farsi piccoli per avanzare.
Durante il canyoning accompagnati da guide specializzate, ci si muove tra brevi tuffi, tratti a nuoto, scivoli naturali modellati dall’acqua e calate su corda.
La roccia scura e stratificata racconta un passato da fondale oceanico, e ogni curva del canyon offre dettagli che difficilmente si notano passeggiando in superficie.
È un’esperienza che unisce avventura e scoperta, ideale per chi vuole spezzare la routine dei sentieri e capire da vicino come si sono formati i paesaggi dolomitici che nei giorni successivi si ammireranno dall’alto delle creste.
Dove soggiornare nelle Dolomiti
Tra masi, hotel di charme e alberghi panoramici, nelle Dolomiti è facile trovare un alloggio che segua i propri desideri e necessità.
C’è chi vuole essere vicino agli impianti e al passeggio serale, chi preferisce il silenzio di un maso nel bosco, chi cerca viste aperte sulle montagne appena fuori dalla porta.
Le strutture che seguono si trovano in punti strategici per esplorare le Dolomiti e hanno stili diversi, ma condividono la stessa attenzione per l’accoglienza di montagna.
Ciasa Lorenzi - Cortina d’Ampezzo
Nel cuore di Cortina d’Ampezzo, Ciasa Lorenzi reinterpreta in chiave attuale l’idea di casa in stile dolomitico. L’edificio in legno e pietra si inserisce nel tessuto del paese, mentre gli interni puntano su materiali caldi, arredi essenziali e qualche dettaglio contemporaneo che rende gli spazi immediatamente vivibili dopo una giornata fuori.
La posizione, a pochi passi dal centro di Cortina e non lontano dalla stazione della funivia Faloria, permette di muoversi a piedi per negozi, ristoranti e servizi, mantenendo comodo l’accesso agli impianti e agli imbocchi dei sentieri. È una soluzione pratica per chi vuole tenere insieme escursioni, passeggiate in paese e serate in uno dei contesti più iconici delle Dolomiti.
Hotel Lajadira - Cortina d’Ampezzo
Un po’ discosto dal via vai del centro, l’Hotel Lajadira & SPA ha l’atmosfera del rifugio alpino unita ai servizi di un albergo moderno. Fuori richiama gli chalet di montagna, dentro gli ambienti sono ampi e luminosi, con aree dedicate al relax, una spa attrezzata e spazi comuni pensati per prendersi una pausa tra una gita e l’altra.
La posizione, ben collegata al paese e agli impianti, è comoda per chi vuole spostarsi senza troppa fatica tra escursioni estive, giornate di relax e sci in inverno. È una scelta adatta a coppie e famiglie che cercano un buon livello di comfort e la possibilità di raggiungere rapidamente i sentieri e le piste della conca ampezzana.
Der Eggentaler - Bolzano
Poco fuori Bolzano, lungo la strada che risale la Valle di Ega, Der Eggentaler ha il profilo classico dell’hotel di montagna altoatesino: balconi fioriti, giardino curato, tanto legno a scaldare gli interni.
È una base interessante per chi vuole combinare giornate in quota e qualche ora in città, con Bolzano raggiungibile in pochi minuti e, dall’altra parte, l’accesso alle zone di Catinaccio e Latemar.
Le camere, molte con balcone, si affacciano sul verde; tra giardino, terrazza e piccoli spazi benessere è facile ritagliarsi un momento di calma dopo le uscite.
È una soluzione da tenere in considerazione se cerchi un punto d’appoggio tranquillo ma ben collegato, da cui organizzare trekking, visite a musei e qualche tappa enogastronomica in zona.
Hotel Weihrerhof - sopra Bolzano
Sul Renon, l’altopiano che domina Bolzano, il Weihrerhof è nascosto tra gli alberi proprio sulle rive del lago di Costalovara.
Si arriva in quota con la funivia e il trenino storico, e all’improvviso ci si ritrova in un parco privato dove l’acqua, il bosco e il prato sono praticamente davanti alla porta. Siamo attorno ai 1.200 metri: nelle giornate limpide, dietro il lago spuntano le sagome delle Dolomiti, mentre tutt’intorno si vedono masi e paesini sparsi sull’altipiano.
Dal pontile o dal prato si può scendere in acqua per una nuotata, salire su una barchetta o limitarsi a guardare il riflesso degli alberi sul lago. Dall’hotel partono sentieri di diversa lunghezza, così ogni giornata può alternare passeggiate, momenti di benessere in spa e tempo senza programmi in giardino.
È una base perfetta se cerchi quiete, aria fresca e natura molto vicina, con il vantaggio di poter scendere a Bolzano in meno di un’ora per musei, mercati o una pedalata lungo l’Adige.
Come raggiungere le Dolomiti
Le Dolomiti si raggiungono senza troppe complicazioni sia in auto sia con i mezzi pubblici. In treno i nodi principali sono Bolzano, Trento e Belluno: da qui partono autobus di linea diretti nelle valli, verso le località di partenza dei trekking.
In auto gli accessi più usati restano l’A22 del Brennero, con uscite come Trento Nord, Egna‑Ora, Bolzano Sud/Nord e Bressanone, e l’A27 Venezia–Belluno, da cui si prosegue su strade statali e passi di montagna verso le diverse zone dolomitiche.
Per chi arriva in aereo, gli scali più pratici sono Venezia, Treviso e Verona, collegati alle Dolomiti con combinazioni di treno e autobus regionali o, se si preferisce qualcosa di più diretto, con servizi di transfer privati: una soluzione comoda soprattutto quando si viaggia con zaini voluminosi e attrezzatura da trekking.