Land art: 5 luoghi spettacolari da visitare in Italia
di Silvia Faenza
Arte e natura che si uniscono, portando i viaggiatori a scoprire la bellezza di entrambe in percorsi dove le opere artistiche si inseriscono nell’ambiente circostante: questo è il principio della Land Art un movimento artistico nato negli Stati Uniti, negli anni della beat generation, tra il 1967 e il 1968.
Da allora questa forma d'arte contemporanea ha viaggiato lontano, ha attraversato i confini e i continenti, trovando in Italia un terreno ideale. Qui, tra montagne, campagne e borghi, la Land Art si è intrecciata con un assetto naturale unico e con una tradizione artistica capace di reinventarla, trasformando i percorsi in vere esperienze di scoperta.
In questi luoghi le opere non invadono il territorio, ma lo valorizzano, con itinerari che permettono di camminare diventando parte dell’opera stessa, agevolando la vicinanza tra l’uomo, la natura e la scoperta del territorio.
Queste mete, alcune ancora poco conosciute, lontane dai flussi turistici più battuti, sono perfette per chi cerca itinerari dove la bellezza dell’arte e della natura che si fondono insieme in un unico paesaggio.
Art Park - Verzegnis
A Verzegnis un piccolo paese della Carnia, in provincia di Udine si trova l’Art Park, un museo a cielo aperto dove l’arte viene inglobata dalla natura invece di restarne separata. Le opere d’arte si intersecano tra i campi coltivati, i frutteti e le montagne sull’orizzonte.
L’idea nasce nel 1989 da Egidio Marzona, che coinvolge artisti internazionali molto diversi tra loro, da Richard Long a Mario Merz, da Lothar Baumgarten a Bernd Lohaus. L’obiettivo era: portare le opere fuori dalle sale chiuse e lasciarle vivere nel paesaggio.
Oggi il parco si attraversa camminando tra frutteti, orti e prati, con le montagne della Carnia sempre sullo sfondo, mentre le opere accompagnano lo scenario.
Passo dopo passo seguendo il sentiero si scoprono varie forme dell’arte contemporanea dalle sculture minimali, all’arte concettuale, fino ai richiami all’arte povera. Come l’opera di Richard Long realizzata con pietre di fiume che entra in pieno contrasto con l'installazione ambientale di Richard Nonas realizzata in acciaio.
Immersi nella Carnia, una delle zone più amate del Friuli Venezia Giulia, raggiungere Verzegnis, per visitare l’Art Park, è ideale per chi vuole vivere un’esperienza che porta a scoprire tendenze artistiche che, pur differenti, si fondono in modo armonioso con il paesaggio, rendendo anche la natura un’opera d’arte da vivere e osservare.
Cretto di Burri - Valle del Belice
La Land Art è rispetto per la natura, anche quando è impetuosa, capace di far tremare la terra e scatenare terremoti, come quello che colpì la Valle del Belice e Gibellina nel 1968.
La Valle del Belice, in Sicilia, dopo quella calamità non rimase a osservare inerme la devastazione, ma il sindaco di Gibellina scelse di valorizzare il paesaggio ormai colpito dal terremoto con l’aiuto degli artisti contemporanei.
A quella richiesta artisti come Pomodoro, Schifano, Burri e Paladino risposero, contribuendo a creare una città artistica post-moderna nata sulle macerie.
È così che quella iniziativa si trasforma in uno degli esempi di Land Art più estesi al mondo: con l'esemplificativo Cretto di Burri. L’artista coprì le macerie della città vecchia con una grande distesa di cemento bianco, creando un labirinto che riprendeva l’antico impianto stradale.
Quest’opera d’arte è un’esperienza che si vive a piedi, camminando in una distesa di cemento bianco, tra mura alte un metro e mezzo, come memoria silenziosa della forza impetuosa della natura.
La visita al Cretto di Burri è un viaggio tra arte, storia e natura, che si distingue dai soliti sentieri turistici degli itinerari di viaggio in Sicilia, perché trasporta e cattura, catapultando i suoi visitatori tra i blocchi di cemento bianco che in modo stranamente armonico s’inseriscono nel paesaggio naturale della Valle del Belice.
Il Giardino dei Tarocchi – Garavicchio
A Garavicchio, vicino a Capalbio in Toscana, l’arte assume la forma di un giardino onirico guidato dalla visione dell’artista Niki de Saint Phalle.
Il progetto dell’artista ha portato il Giardino dei Tarocchi a trasformarsi in un fantastico esempio di Land Art dove gli arcani maggiori dei tarocchi si rivelano a chi li ammira come sculture monumentali immerse nello scenario naturalistico della Toscana.
Si cammina tra statue alte fino a quindici metri, rivestite di vetri colorati, specchi e ceramiche che riflettono il sole e cambiano colore durante la giornata. Intorno, lecci, cespugli e i profumi della macchia mediterranea creano un contrasto continuo tra forme artistiche e paesaggio naturale.
Le opere sono ventidue e raccontano il percorso creativo e spirituale dell’artista, come se ogni tappa fosse la carta di un mazzo simbolico da scoprire in completa autonomia, senza seguire un percorso rigido, come voluto dallo stesso artista.
Vicina alla “piccola Atene” della Toscana, Capalbio, il Giardino dei Tarocchi è una meta da visitare perché si rivela come un mondo sospeso tra sogno e realtà, dove arte contemporanea e natura si mescolano senza confini, trasformando una passeggiata in un’esperienza immersiva.
Il Giardino Sonoro - San Sperate
In Sardegna, a San Sperate, è possibile andare alla scoperta di un altro esempio unico di Land Art italiana: il Giardino Sonoro.
Situato nella periferia di San Sperate, nell’agrumeto della famiglia dell’artista Pinuccio Sciola, il sito ha iniziato a configurarsi come esempio di integrazione tra arte e natura fin dagli anni ’60, quando iniziò a installare le sue opere in pietra tra le piante di olivo e agrumi.
Le opere, monoliti in basalto dislocati in varie zone dell'agrumeto, per volontà dell’artista, rappresentano il percorso artistico di Sciola.
Tra queste si possono ammirare alcune delle più famose: Pietre legate, Foglie e Spighe, opere monolitiche che non solo sono immerse nella natura, ma la celebrano, la richiamano.
Nel museo a cielo aperto è possibile scoprire le famose Pietre Sonore, opere realizzate in basalto e calcare, con tagli creati appositamente per produrre suoni dai più dolci ai più acuti.
In un viaggio in Sardegna il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola, a soli venti minuti da Cagliari, fa scoprire con i propri occhi sculture che uniscono natura e musica in modo unico, dando vita a una composizione visiva e sonora, capace di sorprendere tutti i suoi visitatori.
Il Parco dei Mostri - Bomarzo
In provincia di Viterbo, vicino al confine tra l’Umbria e la Toscana, si può andare alla scoperta del Parco dei Mostri di Bomarzo. Un parco che permette di esplorare uno tra gli esempi di Land art più pittoreschi e antichi al mondo.
Prima ancora che la Land art diventasse un movimento, il principe Orsini con l’architetto Pirro Ligorio nel 1552 realizzò un percorso artistico unico con: edifici, statue e opere dai richiami esoterici.
Arrivando al Parco dei Mostri di Bomarzo si scopre un percorso naturalistico e artistico fatto di sculture di animali esotici e di figure mitologiche, ma anche edifici dalla prospettiva irregolare, una torre pendente e fontane.
Ed è proprio la presenza di statue e edifici che ignorano la prospettiva a portare chi passeggia nel parco a catapultarsi in un mondo che sa di diverso che sembra quasi magico.
Ogni statua e opera richiama alla mitologia e ai miti dall’orco con la bocca spalancata, le sfingi, il proteo e l’Ercole. A esaltare le opere e l’architettura: la natura accogliente caratterizzata da latifoglie e conifere.
Perché scegliere questa meta? È un esempio unico di Land Art, un luogo onirico, che trascina verso un mondo distorto, perfino nella prospettiva, che travolge con la presenza scenica delle sue statue.
Scegliere il parco dei mostri di Bomarzo vuol dire lasciarsi travolgere dalla presenza scenica delle sue statue, degli alberi, che confondono, stupiscono e meravigliano.
Tra creatività e paesaggio: scegli la tua meta nell’Italia della Land Art
Camminare tra le opere d’arte immerse nei paesaggi naturalistici italiani fa vivere il viaggio in modo diverso, più lento e consapevole, dove la natura è al pari dell’architettura dei musei più belli.
Che si tratti delle installazioni contemporanee tra le distese della Carnia e del suo Art Park, fino all’opera monumentale del Burri nella Valle del Belice, ai giardini visionari della Maremma, fino alle sculture sonore della Sardegna o al Parco dei mostri di Bomarzo, ogni destinazione racconta un incontro unico tra creatività umana e natura.
Ognuna di queste mete offre uno scenario che entra nel cuore di chi ama esplorare luoghi naturali e artistici al di fuori dei circuiti più affollati, per chi cerca esperienze che uniscono la scoperta del territorio, al silenzio e alla bellezza, ideali per arricchire il proprio itinerario con tappe diverse dal solito.
A fare la differenza è il tipo di esperienza che si vuole vivere: contemplativa, immersiva, curiosa o emozionale. Scegliere una di queste destinazioni significa regalarsi un viaggio che non solo racconta il paesaggio e l’arte, ma le attraversa, le ascolta e trasforma in parte del racconto.
Ora non resta che scegliere la meta che ti conquista di più e che rispecchia il tuo modo di viaggiare lasciandoti guidare dall’incontro tra arte e natura.