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Halloween: la festa dei santi e dei morti

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Cimitero celtico Aggiornato il 20 Ottobre 2010
di francesco salvatore cagnazzo
Conto alla rovescia sul calendario per la festa di Halloween. Storia di una tradizione che ha origini nel mondo celtico.

Prima. C’era una volta, tanto e tanto tempo fa, l’antica popolazione dei Celti (IV-III sec. a.C.). Questi, prevalentemente pastori di religione pagana, vivevano nelle isole britanniche e credevano negli dei della natura. Ogni anno, con la fine dell’estate, si riunivano per celebrare il Samhain (Sam, estate, e fuin, fine), il passaggio dall’estate all’inverno, il loro Capodanno. Per l’occasione tutti i focolari domestici venivano spenti: i druidi li avrebbero dovuti riaccendere con il sacro fuoco di Tlachtga. Una divisione temporale che avvicinava i morti tra i vivi: per timore che gli spiriti dei morti dell’anno precedente si impossessassero degli inermi pastori per tornare in vita, si rendevano le case luoghi lugubri e inaccoglienti e ci si travestiva da mostri per spaventare il demone di turno.

Il Cristianesimo tentò di eliminare gli annosi culti pagani e si ispirò alla tradizione secolare per istituire la festa di Tutti i Santi (Ognissanti): la festa divenne “Hallowmas”, ossia “messa in onore dei santi” e la sua vigilia “All Hallows Eve”, sino a contrarsi in Halloween. Gli Irlandesi, immigrati, nel XIX secolo portarono in America la tradizione delle zucche e dei candies.

Oggi. A distanza di secoli la paura per la notte dei fantasmi e delle streghe continua a spaventare (poco) e affascinare (tanto). Soprattutto nei paesi che derivano dalla cultura celtica (Francia annessa) e/o anglosassone, gli adulti organizzano parties in maschera dai costumi prevalentemente neri (richiamo alla morte) e colorano le proprie case di arancione (auspicando la fertilità del prossimo raccolto), con zucche dal sorriso algido che ricordano la leggenda di Jack: uomo talmente taccagno da non essere accettato né in Paradiso né all’Inferno, ma costretto a vagare sulla Terra armato di carbone per ritrovare la strada nel buio del limbo. I  bambini, invece, si mascherano e girano per il vicinato suonando alle case di conosciuti e non. “Trick or treat”, dolcetto o scherzetto, è la promessa del coro dei piccoli: o un regalo a base di dolci e biscotti, oppure un bello scherzo. Tra i più gettonati, scrivere sulla porta con pennarelli, imbrattare la finestra con del sapone e spruzzare schiuma da barba sulle macchine.

Continua: Domani su TURISMO.IT, le più stravaganti cerimonie di Halloween nel mondo

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