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Shoujo: manga tinto di rosa

Tokyo Aggiornato il 12 Dicembre 2011
di francesca fornario
Che cosa hanno in comune oltre al successo "Lady Oscar", "l'incantevole Creamy", "Georgie", "Mila", "Kiss me Licia", "Sailor Moon" e "Sakura"? Sono tutte, in origine, protagoniste di "Shoujo manga".

Che cosa hanno in comune oltre allo strepitoso successo Lady Oscar, LIncantevole Creamy, Georgie, Mila, Kiss me Licia, Sailor Moon e Sakura? Sono tutte in origine protagoniste di Shoujo manga, un tipo di fumetto ribattezzato in Shojo e che letteralmente significa \"per ragazze\". I Shojo manga sono riconoscibili da un elemento: il romanticismo. Non quello decadente e letterario de I Cavalieri dello Zodiaco e degli altri Shonen manga, ovvero manga per ragazzi, ma proprio quello che ingombra le menti e i diari delle teen-ager. I personaggi Shojo, hanno sì la missione di vincere il campionato, salvare il pianeta, fermare la rivoluzione francese, ma hanno anche e soprattutto un traguardo sentimentale: il coronamento della loro storia damore. Ecco perché il rivoluzionario André (Lady Oscar), il rockettaro e cotonato Mirko (Kiss me Licia), laristocratico e sfortunato Anthony (Candy Candy) e persino il cucciolo Spank (Hello Spank) sono tutti Shojo come le loro spasimanti animate. Il manga Shojo nasce in Giappone nel primo dopoguerra. La prima rivista a pubblicare il nuovo genere è Shoujo Club, edita dalla Kodansha, e pubblicata dal 1949 al 1962. Paradossalmente le prime eroine Shojo vengono create da autori: Leiji Matsumoto, Suhiho Tagawa e Osamu Tezuka, venerato autore del manga moderno. I fumetti ideati dalla fantasia di questi disegnatori sono spesso un ibrido di azione e sentimento, che fatica a staccarsi dagli stereotipi maschili dellavventura e del combattimento, e in questo è forse il loro fascino. Solo nei primi anni sessanta, quando le donne scendono in piazza a rivendicare la parità dei sessi, si affacciano alla ribalta le prime donne che lavorano in questo settore e producono unicamente Shojo, dando più risalto ai sentimenti e allintrospezione dei personaggi. Questa nuova sensibilità si traduce anche in uno stile diverso del disegno e della regia: aumentano i primi piani dei personaggi, che esprimono le emozioni interiori e danno intensità al racconto. Si moltiplicano i disegni che non hanno uno scopo narrativo, ma rappresentano lo stato danimo dei protagonisti. Per capirci: quando Creamy è felice viene raffigurata per qualche istante come sospesa in uno spazio irreale, illuminato di stelle e di note musicali. Allo stesso modo, linee dure e spezzate sullo sfondo indicano il dolore, le bolle di sapone la spensieratezza e così via. In Italia lo shojo manga, seguito in tv dalle versioni animate, arriva negli anni \'80 sulle pagine della rivista Candy Candy, edita dalla Fabbri, e su quelle del \"Corriere dei piccoli\" della Mondatori (Hello Spank, Mila e Shiro, Lady Love). Candy Candy è il primo mensile specializzato nel genere e oltre alla serie dedicata a Candy pubblica numerosi titoli di Yumiko Igarashi, Riyoko Ikeda e Chieko Hara, insieme a rubriche per ragazzine dedicate alla bellezza, il bricolage, la posta del cuore. Negli anni \'90 qualche shojo viene pubblicato su Neverland e Kappa Extra della Star Comics. Forti del successo televisivo dei rispettivi anime, arrivano in edicola anche Georgie e Lady Oscar. A partire dal 1998 esce Amici, mensile specializzato della stessa Star Comics. Dalla fine del 1999 la formula cambia e si alternano tre manga: Mars di Fuyumi Souryo, Kanon di Chiho Saito e La leggenda dell\'arcobaleno di Chieko Hara.