Tra moda e tradizioni, 5 indirizzi utili
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di livia fabietti
1. I SABOTIERS DI ANTAGNODIn Valle d’Aosta è possibile scoprire uno dei pezzi forti dell’artigianato tradizionale dell’alta Val d’Ayas: i “sabots”, tipiche calzature in legno un tempo utilizzate dalla popolazione locale per proteggersi dal freddo, dall’acqua e dal fango. Per celebrare l’antica arte dei sabotiers, la Cooperativa “Li Tsacolé d’Ayas”, in collaborazione con il Comune di Ayas, ha allestito nel borgo di Antagnod una mostra permanente per far conoscere da vicino i segreti di questo antico mestiere. VAI ALL’ITINERARIO
2. LE MERLETTAIE DI BURANOBurano, oltre alle sue deliziose case colorate, è famosa per i suoi splendidi merletti confezionati dalle ricamatrici locali la cui arte si racconta nella storica sede della Scuola dei Merletti dove, dal 1981, è ospitato il Museo del Merletto. Al suo interno si possono ammirare pezzi di grande valore oltre ad ammirare dal vivo le merlettaie all’opera. VAI ALL’ITINERARIO
3. I LIUTAI DI OSIMOQuella liutaria è un’arte rimasta pressoché immutata dall’epoca classica ad oggi grazie a diversi artigiani storici marchigiani che lavorano in maniera meticolosa avvalendosi unicamente di lime, scalpelli, listarelle, resine vegetali, etc. Ebbene sì, preferendo le tecniche manuali alla produzione in serie, rendono ogni strumento una creazione unica. Ad Osimo, ad esempio, si trova il laboratorio di Luciano Buscarini, la Buscarini Guitars: al suo interno è possibile ammirare pregevoli strumenti realizzati interamente a mano. VAI ALL’ITINERARIO
4. I CAPPELAI DI MONTAPPONEIl mestiere del cappellaio sopravvive ancora oggi a Montappone, affascinante località dalle suggestioni medievali incorniciata dalle colline della provincia di Fermo. Presso il Museo del Cappello si possono ammirare materiali, manufatti e macchinari d’epoca, proiezioni, fotografie e pannelli illustrativi che consentono di ripercorrere, passo dopo passo, tutte le fasi della lavorazione della paglia. VAI ALL’ITINERARIO
5. I BIJOU DI CASALMAGGIOREI diamanti, e in generale i gioielli, sono i migliori amici delle donne. A parlare di questi preziosi accessori è il Museo del Bijou, sito nell’ex Collegio Santa Croce a Casalmaggiore. Al suo interno sono custoditi oltre 20mila pezzi (anelli, spille etc.) realizzati tra la fine dell'Ottocento e gli anni '70 del Novecento. I meriti vanno a Giulio Galluzzi, vero pioniere nell'industria del bijou e fondatore della Società Anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro. VAI ALL’ITINERARIO