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Brescia
Courtesy of © Comune.brescia.it/
BRESCIA
Vedere all'aperto:
Le grandi piazze aperte della città lasciano spazio ai magnifici monumenti e palazzi che definiscono il loro profilo. Piazza della Loggia ad esempio è un bell'esempio di piazza rinascimentale chiusa. L'edificio principale da cui prende nome ovviamente "La Loggia", oggi palazzo del Comune, risalente al 1492. Piazza della Vittoria è invece stata realizzata appena negli anni trenta, secondo un modello razionalista in linea con l'ispirazione fascista del suo architetto Piacentini. Per regalare questa piazza alla città venne però demolito parte dell'antico quartiere medioevale Carmine, che ne occupava una sostanziosa parte, privando la città vecchia di una grossa parte di antica tradizione architettonica. Piazza Pio VI comprende un eccezionale numero di edifici importanti: troviamo qui infatti il Duomo Vecchio, il Duomo Nuovo e il Broletto, antico palazzo comunale, con la Torre del Popolo (detta Pegol) e la Loggia delle grida di ricostruzione ottocentesca. La piazza del Foro è il più rilevante complesso con resti d'epoca romana di tutta la Lombardia. Su questa piazza troviamo i resti imponenti del Capitolium, del teatro romano (di cui vediamo resti della cavea, della scena e del muro originario affacciato sulla strada), dello stesso Foro e della Basilica i cui elementi architettonici di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite sulle rovine stesse.
Musei:
Il Museo di Santa Giulia è senza dubbio il più rinomato del Bresciano, sia per il contesto allestitivo, sia per i contenuti esposti. L'ex convento possiede un'eccezionale quantità di materiali che vi guidano in una riscoperta della storia del mantovano, tra arte e reperti archeologici, che parte dalla preistoria fino ad arrivare ai nostri giorni. La collezione permanente di arte sacra è tra le più complete e importanti del nord Italia. Inoltre la struttura museale organizza continuamente esposizioni di mostre temporanee. Il museo Diocesano di Brescia ospita collezioni molto importanti di arte sacra che spaziano tra i dipinti, un centinaio di opere di gran valore, codici miniati, oreficeria, tessuti, nonché allestimenti temporanei che prendono posto periodicamente nella struttura. Infine il rinnovato Museo del Risorgimento è stato inaugurato nell'ottobre 2005 negli spazi superiori del Grande Miglio, in Castello, edificio che prende il nome dal deposito di granaglie per le guarnigioni venete costruito in Castello alla fine del Cinquecento. I criteri espositivi, coerenti con le più attuali interpretazioni dei fatti storici, propongono una selezione ragionata delle raccolte eterogenee vantate dal Museo, fra cui ritratti, cimeli, proclami e stampe d'epoca che documentano l'epopea risorgimentale e i moti patriottici per l'unità nazionale.
Monumenti:
In prossimità della piazza del Foro, troviamo moltissimi dei resti romani conservati dalla città. Il tempio capitolino, la cui costruzione è da attribuire a Vespasiano, tra il 73 e il 74, insieme all'adiacente teatro e i resti del Foro, rappresentano uno sei più ricchi siti archeologici di epoca romana della Lombardia.
Palazzi:
Brescia racchiude numerosi palazzi storici di grande bellezza che ornano principalmente le sue piazze del centro. Ad esempio troviamo nella piazza omonima, il Palazzo della Loggia, rivestito di marmo di Botticino, incominciato nel 1492 e terminato nel 1574. La Loggia è sicuramente il più bell'esempio di architettura rinascimentale di Brescia. Per quanto riguarda il progetto furono contattati vari architetti tra i più famosi dell'epoca: il Palladio, il Sansovino, l'Alessi. Sembra però che quello definitivo sia da attribuire a Lodovico Beretta. La cupola che vediamo ora sovrastare l'edificio, fu ricostruita nel 1915 in piombo sul modello originale, il quale venne demolito da un incendio (portandosi dietro tre dipinti di Tiziano, che ne aveva curato l'affresco). Il Duomo Vecchio o "Rotonda", presente in piazza Paolo VI, è un perfetto esempio di architettura romanica. Fu edificato verso la fine del nono secolo dai maestri comacini, sui resti di una basilica intitolata a Santa Maria Maggiore del sesto secolo. L'austera semplicità della muratura viene alleggerita sia da sottili lesene che scompartiscono il tamburo superiore, che dal fregio di archetti in cotto nel sottotetto, che dalle profonde nicchie e dai tre lucernari ad occhio. Contiene capolavori di Palma il Giovane, del Moretto, del Romanino. Il Duomo Nuovo venne edificato tra il 1604 e il 1825; venne scelta l'area su cui sorgeva la basilica (estiva) paleocristiana di S. Pietro de Dom (V-VI secolo). La grandiosa facciata fu eretta ad opera degli architetti bresciani Giovan Battista e Antonio Marchetti mentre i lavori vennero ultimati dall'architetto milanese Luigi Cagnola che provvide ad erigere la bella cupola che richiama peraltro quella di S. Pietro a Roma. Quest'ultima venne poi distrutta durante i bombardamenti del 1943 e ricostruita dopo la guerra. La facciata è imponente e solenne, l'interno è a croce greca con tre navate e cupola centrale affrescata. Ultimo palazzo da segnalare in piazza Paolo VI è il cosiddetto Broletto, edificato negli ultimi anni del dodicesimo secolo, in uno stile romanico poi rimaneggiato. La bella facciata, ornata da trifore e quadrifore, venne restaurata nel corso del diciannovesimo secolo. Il suo nome deriva dal fatto che venne scelta per la sua costruzione un brolo, ovvero un terreno agricolo. L'ala più vecchia, in pietra, è quella che costeggia il Duomo e che si appoggia alla torre del Pegol. Santa Maria dei Miracoli sorge in Corso Martiri della Libertà. Nella sua facciata in botticino bianco risiedono elementi d'interesse essendo modello della scultura lombarda del Rinascimanto. Sulle quattro lesene, così come nel protiro, come nei basamenti e nelle fasce delle colonne, nei riquadri dell'architrave e della tribuna, sulla fonte e sui fianchi è tutto un susseguirsi di fregi. Nell'abside si conservano le opere pittoriche di maggior interesse della chiesa: sulla parete destra l'Assunzione di Pietro Marone e la Purificazione di Maria Vergine di Grazio Cossali; sulla parete di fondo in una cornice marmorea barocca vi è il quattrocentesco affresco della Vergine col Bambino, per cui venne edificata questa chiesa. La chiesa di San Francesco d'Assisi venne costruita tra il 1254 e il 1263 ed è sicuramente una tra le chiese più importanti di Brescia, lo stile architettonico è il romanico-gotico lombardo. Nel trecento le pareti dell'edificio furono affrescate e sempre in questa epoca furono costruite due cappelle laterali all'altar maggiore. Gli affreschi sono in parte ancora visibili sulla parete di destra: un Inferno e una Pietà che richiamano la scuola di Giotto e la Discesa dello Spirito Santo del Romanino. Il campanile in marmo di Botticino presenta nella parte inferiore bifore romaniche e nella parte superiore bifore gotiche. In S. Francesco si trovano poi dipinti come la Madonna in trono con Santi, del Romanino (quadro dell'altar maggiore) e S. Margherita da Cortona, San Francesco, San Girolamo, del Moretto, sul primo altare di destra.
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